Sunday, November 1, 2015

"FLUFFY" CHIFFON CAKE

Il cosiddetto "ciambellone americano"

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

285gr farina
300gr zucchero
6 uova grandi (340gr di albumi)
195ml acqua
120ml olio di semi di mais
1 bustina lievito per dolci
8gr cremor tartaro
Pizzico di sale
Vaniglia






A META' DEL LAVORO ...
Pre riscaldate il forno a 160°.
Unite in rigida sequenza: farina, zucchero, lievito e sale setacciandoli in una ciotola piuttosto capiente. Fate un buco al centro del composto (a fontana) e unite, senza amalgamare: olio, tuorli, acqua, scorza di limone e vaniglia. Importante: non toccare, per ora.
Passiamo agli albumi: uniteli con il cremor tartaro e montateli a neve fermissima (non ferma, fermissima).
Recuperate il composto di cui al punto 3 e amalgamatelo con lo sbattitore fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Unite gli albumi montati a neve fermissima al composto, fatelo delicatamente e lentamente, ma con molta cura.
Versate il composto nello stampo originale per ciambella americana, ma lo avete? No? Allora utilizzate un comune stampo da 30 cm, però che sia per ciambella.

IMPORTANTE: non imburrate lo stampo.
La cottura si fa in due tempisenza estrarre lo stampo dal forno:
I fase: posizionate lo stampo nel ripiano inferiore del forno e cuocetelo per 50 min a 160°.
II fase: alzate la temperatura a 175° per altri 10 min.
Terminata la cottura, è importante che il ciambellone si raffreddi capovolto nel suo stampo. È per questo che quello originale ha dei piedini per poterlo capovolgere e tenere ad una certa distanza dal piano. Inoltre, questo spiega perché lo stampo non vada imburrato, vi immaginate se il ciambellone cadesse prima del dovuto? Non credo sia facile trovare lo stampo originale, tente conto però che l’importante è che sia in alluminio e che lo teniate ad una certa distanza dal piano d’appoggio con dei supporti, questo perché il suo interno risulti decisamente morbido e umido, e non bagnato e crudo.
Una volta raffreddato staccatelo dalla ciambelliera (o stampo che sia) con una spatola, se avete eseguito tutto alla perfezione, dovrebbe staccarsi senza problemi.

Thursday, December 18, 2014

SPUMINI DI ZUCCA

E' da un pò che il blog grida all'abbandono: in verità non è così. Un nuovo lavoro, nuovi orari, nuova organizzazione, tanta stanchezza ma anche tante soddisfazioni. Smontare e rimontare la propria vita e la vita di chi ti affianca non è mai un gioco da ragazzi, ci sono compromessi, ci sono rinunce e sacrifici da entrambe le parti; e il riassestamento è un lungo percorso pieno di ostacoli. Anche il blog ha sofferto, tranne la pagina del CONTEST ADVISOR che riesco ad aggiornarlo grazie anche a voi che premurosi mi avvisate e mi gratificate sempre. In verità mi manca: mi manca scrivere, ma mi manca cucinare soprattutto; ormai le mie cene si consumano alle 22 e tra una forchettata e l’altra preparo il pranzo per il giorno dopo. Il week end, invece che sperimentare e fotografare preparati elaborati e ben presentati, lo passo a pulire la casa trascurata - anche lei grida pietà - e a dormire, catturata dall’accogliente tempore del letto… Uffa, sento un po’ di tradire le aspettative del blog, dei lettori, dei miei buoni intenti, ma non ho scelta. Oggi sono arrivata a lavoro con largo anticipo, ed uscirò con largo ritardo già lo so, quindi venti minuti di distrazione non fanno male a nessuno. In verità questa facilissima e simpatica ricetta l’avevo preparata in occasione di Halloween, pochi giorni dopo la mia vita cambiò e la ricetta rimase chiusa nella “dispensa” del blog; comunque penso che potrebbe essere una valida alternativa ai classici sfizietti per la cena di Natale perciò let’s cook!

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

500g polpa di zucca
250g patate
100g farina di riso
Semi di zucca qb
60g parmigiano grattugiato
2/3 tuorli
Olio extra vergine d’oliva
Zucchero di canna
Sale, pepe






A META' DEL LAVORO ...
Tagliate la zucca grossolanamente, le patate lasciatele con la buccia e mettete entrambe a cuocere in forno a 200° gradi fin quando non risulteranno cotte a puntino. Pelate le patate e schiacciatele con l'apposito strumento; fate la stessa cosa con la zucca ma in una ciotola diversa perché una volta pronta, la polpa andrà strizzata in un canovaccio per far perdere tutta l'acqua in eccesso. Mescolate gli ingredienti, aggiungendo la farina, il parmigiano grattugiato, sale, pepe, un pizzico di zucchero, le uova e un filo d'olio. Con un sac-à-poche create gli spumini su una placca da forno coperta da carta da forno. Decorate con i semi di zucca e infornate a 180° per circa 20/25 minuti; fin quando non risulteranno dorati in superficie.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Fate attenzione: la zucca e le patate hanno ovviamente un tempo di cottura diverso; in alternativa ai semi di zucca potete spolverizzare con semi di papavero; aggiungete i tuorli uno alla volta e regolatevi strada facendo con la consistenza dell'impasto.

Tuesday, October 28, 2014

TORTINO DI ZUCCA CON POMODORINI CONFIT

L’ospitalità non vi sarà garantita, un’atmosfera spettrale vi attende,
niente elisir di lunga vita ma solo ragni, pozioni e “ammende”:
perché, chi col dolcetto vorrà gioire dallo scherzetto non potrà sfuggire!

Tortino per Halloween Party ^_^

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

250g polpa di zucca cotta
1 porro
70g amido di mais
4 dl latte
80g grana grattugiato
1 uovo
80g burro
Sale pepe

Pomodorini ciliegina
Origano
Zucchero di canna
Sale
Olio

A META' DEL LAVORO ...
I pomodorini confit dovranno essere preparati con largo anticipo. Tagliate i ciliegina a metà, disponeteli sulla leccarda coperta di carta forno. Irrorateli con olio, spolverate l'origano, abbondante zucchero e un pizzico di sale. Cuocete in forno per due ore a 140°.
Per i tortini: cuocete la zucca in forno fin quando la polpa non sarà morbida. Passate la zucca al passa verdura; tagliate il porro e fatelo appassire in padella con un pò di burro. Unite la zucca e cuocere a fuoco alto per far asciugare il tutto. Versate l'amido di mais in una casseruola antiaderente, mettetela sul fuoco e versate il latte piano piano; girate energicamente con un cucchiaio di legno per evitare grumi. A fuoco spento incorporate la salsa ottenuta alla purea di zucca, aggiungete l'uovo sbattuto leggermente, il formaggio grattugiato, sale e pepe. Versate il composto negli stampini imburrati (io ho usato il silicone). Cuocete i tortini in forno a 200° per 30 minuti.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Abbondate con lo zucchero sui pomodorini perchè l'origano tenderà a sovrastare il sapore dolce. Fate molta attenzione alla salsa fatta con l'amido di mais, è molto difficile non far fare i grumi. Io ho servito i tortini tiepidi su una base di cous cous bianco.

Thursday, October 23, 2014

CROSTATA DEI MAGNIFICI 2!!

Chi sono per voi i magnifici due della pasticceria? Una combo esplosiva: uno tedesco l'altro italiano; vi dice qualche cosa? Ovviamente, sono Ernst Knam e Luca Montersino, e questa crostata è una ricetta in loro onore! Non servono altre parole.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
Per la frolla
125g burro
125g zucchero
2g sale
50g uova (da pesare intere)
200g farina 00
1g lievito
40g cacao amaro
Per la crema
400ml latte
150g uova (da pesare intere)
125g zucchero
18g farina di riso
18g maizena
Marmellata di prugne (della nonna!)

A META' DEL LAVORO ...
Frolla di Knam: mischiate cacao amaro, lievito, sale e farina; disponete gli ingredienti secchi a fontana, con lo zucchero per ultimo. Aggiungete l'uovo (50g è quasi sicuramente uno solo) e il burro morbidissimo. Cominciate ad impastare, incorporando farina e zucchero lentamente. Lasciate riposare l'impasto, avvolto nella pellicola, in frigo. Nel frattempo, preparate la crema.
Crema di Montersimo: sbattete i tuorli con lo zucchero, poi aggiungete farina di riso e maizena. Scaldate il latte senza farlo bollire; una volta caldo aggiungete il composto preparato. Alzate un pò la fiamma e girate costantemente. Non appena vedrete che la crema si sta addensando, toglietela dal fuoco continuando a girare. Spostate la crema in un recipiente per farla freddare.
Componete la crostata: togliete la frolla dal frigo, cercate di maneggiarla il meno possibile. Stendetela e foderate uno stampo a cerniera precedentemente imburrato. Versate prima la marmellata - che aiuterà a rendere la frolla più impermeabile - poi la crema fredda.
In forno a 170° per 40/45 minuti.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Lasciate riposare la frolla in frigo stendendola leggermente, in questo modo si raffredderà più velocemente. Per la crema potete usare anche solo farina di riso (36g in totale). Coprite la crema con della pellicola, che metterete a contatto diretto con la sua superfice per evitare che si formi quella fastidiosa patina spessa. La crostata potrà essere conservata anche in frigo per tre/quattro giorni.

Thursday, October 16, 2014

VELLUTATA DI CAROTE AROMATICA

Un’alimentazione non corretta è responsabile del 30% dei tumori. Alimentarsi in modo sano è un’arma importanti per la prevenzione del cancro. Fare prevenzione “a tavola” dipende solo da noi. Il libro “In cucina contro il cancro: 100 ricette per aiutare a contrastarlo”, scritto dall’oncologo Cesare Gridelli - direttore Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Sanitaria “S.G. Moscati” di Avellino e presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica - è diventato top seller in diverse librerie. Il dott. Gridelli, grazie alle sue conoscenze scientifiche e passione per la cucina, ha pubblicato in questi giorni anche un altro libro, specifico per i pazienti oncologici, dal titolo “Alimentazione e cucina durante le terapie antitumorali”. I trattamenti oncologici, siano essi la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, l’ormonoterapia o i trattamenti biologici, possono causare effetti collaterali influenzando la corretta capacità di nutrirsi e impattare negativamente sulla qualità di vita. Inoltre, molti pazienti hanno necessità durante le cure di continuare a svolgere anche il loro ruolo di madri e mogli e continuare, quindi, ad occuparsi della cucina. Occuparsi del cibo e cucinare potrebbe risultare particolarmente “fastidioso” quando si ha nausea persistente, alcuni di questi disagi però possono essere limitati; l’importante è sapere come comportarsi prima, durante e dopo le terapie: cosa mangiare e quali cibi evitare e anche come cucinare. Tutto questo è riportato nel libro insieme a una serie di gustose ricette da provare, secondo il tipo di disturbo accusato. Essendo rivolto ai pazienti per volontà dell’autore, il libro non è stato messo in vendita ma - grazie ad un progetto dell’azienda farmaceutica Novartis - verrà distribuito gratuitamente nei reparti di oncologia di tutta Italia che ne faranno esplicita richiesta all’azienda.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

5 carote
Mezza cipolla dorata
1 dado vegetale
1 pomodoro secco
Mezzo cucchiaino di cumino
Mezzo cucchiaino di curry piccante
1 sottiletta
1 cucchiaio di olio extra vergine







A META' DEL LAVORO ...
Nulla di più semplice: lessate tutti gli ingredienti, insieme alle spezie - tranne la sottiletta - in acqua leggermente salata. Terminata la cottura scolate bene, conservando un pò di acqua. Frullate aggiungendo un pò di liquido finchè non otterrete la giusta densità; per dargli quel tocco cremoso aggiungete una sottiletta o un formaggio a scelta.
Semplice, leggera ma gustosa!

Friday, September 26, 2014

RISOTTO CON CREMA DI SCAROLA E GUANCIALE DI NORCIA

Sapeva cucinare (il pesce arrostito per gli apostoli sul lago di Tiberiade); era a conoscenza di ricette segrete (il lievito nella pasta), aveva il tatto sulla quantità di sale per insaporire il cibo; conosceva quali sono i pesci buoni da mangiare e quelli da scartare (la parabola sulla pesca)… Insomma, «i Vangeli regalano un tratto poco conosciuto: con buona probabilità, Gesù sapeva cucinare!».
Ne è convinto Giovanni Cesare Pagazzi, teologo di Lodi, tra le voci più significative e originali del pensiero teologico contemporaneo in Italia. Nel suo nuovo libretto "La cucina del Risorto. Gesù cuoco per l’umanità affamata", dove svela i contorni di quella che si può definire «chef teologia», ovvero un pensiero cristiano sul senso del cucinare.
E anche Gesù Cristo sapeva cucinare, come testimonia il brano del Vangelo di Giovanni, capitolo 21, in cui si narra del pesce arrostito preparato per gli apostoli reduci dalla «pesca miracolosa»: «Gesù non si accontenta di alimentare, di nutrire, e nemmeno di ricevere il cibo, ma cucina, trasforma. […] Dal momento che il Figlio è venuto nella carne, egli ha palato e quindi sa cosa significa nutrire gente che ha palato, e un palato diverso per ciascuno. Se ha cucinato, ha posto tradizionale e creativa attenzione a cose, tempi, azioni e persone, ai loro gusti, a ciò che potevano e dovevano mangiare».

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

1 scarola
300g riso parbioled
100g guanciale di norcia
1 cipolla
Pinoli
Olio extra vergine
Brodo vegetale
1 bicchiere vino bianco
Sale e pepe
1 testa d'aglio
Peperoncino




A META' DEL LAVORO ...
Tagliate la scarola e lasciatela appassire in padella con olio, aglio, pinoli e peperoncino; coprite con coperchio. Una volta cotta passatela con il frullatore ad immersione - ricordate di conservare qualche foglia intera - senza ridurla completamente a crema; la scarola tende a perdere il suo retrogusto amarognolo quando viene passata. Nella stessa padella cucinate il riso e fatelo imbiondire con olio e cipolla; sfumate con un bicchiere di vino bianco e lasciate evaporare; aggiungete la crema di scarola e man mano un pò di brodo vegetale. Dieci minuti prima del termine della cottura del riso, in un padellino a parte, mettete a soffriggere il guanciale tagliato a cubetti senza aggiunta né di olio, né di burro a fiamma bassa. Quando sarà bello croccante versate l tutto nel riso, amalgamate e terminate la cottura.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Decorate con la scarola e i pinoli che avrete conservato (io me n'ero dimenticata!). Potete sostituire la scarola con la cicoria, leggermente più amarognola, anche da passata.

Thursday, September 4, 2014

MUFFIN MIRTILLI E GOCCE DI CIOCCOLATO FONDENTE

Stress da rientro? Non c'è soluzione migliore che consolarsi con un bel muffin... Strano ma vero, dieci giorni senza dolci e non ho avuto crisi d'astinenza come pensavo ma il forno mi è mancato tantissimo; e questo clima autunnale stimola la mia voglia di cucinare. Così, perchè accontentarsi di un semplice ciambellone, quando i muffin non passano mai di moda! Questi sono leggeri - senza burro - e gustosissimi, potete usare sia mirtilli freschi che quelli sciroppati.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

250gr farina 00
300gr yogurt bianco magro
100gr zucchero
3 uova medie
50gr olio di semi
1 bustina di lievito
Gocce di cioccolato fondente
Mirtilli sciroppati Toschi
Un pizzico di sale






A META' DEL LAVORO ...
Sbattete le uova con lo zucchero; versate lo yogurt continuando ad amalgamare il composto delicatamente. Setacciate la farina insieme al lievito e al pizzico di sale, e aggiungeteli un pò alla volta. Aiutatevi diluendo l'impasto con l'olio. Ora, versate prima i mirtilli ed amalgamante (conservatene un pò per dopo); poi le gocce di cioccolato precedentemente infarinate senza mischiare troppo. Riempite i vostri stampini e aggiungete qualche mirtillo come topping.
In forno per 15 minuti circa, a 180°. I riferimenti di cottura sono sempre molto soggettivi: dipende dagli stampini che usate (alluminio, silicone) e quanto impasto mettete, quindi per la cottura consiglio sempre di regolarsi facendo la prova dello stuzzicadente; quella è infallibile!

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Se usate i mirtilli sciroppati fate attenzione a non far cadere nell'impasto troppo sciroppo (ps. lo potrete riutilizzare per fare un bel risotto!); se invece usate mirtilli freschi sciaquateli e asciugateli bene prima di aggiungerli all'impasto.

Saturday, July 26, 2014

TAJINE CON CARNE E VERDURE alla marocchina

Imballaggi industriali per gli alimenti: pericolo per la salute

L'imballaggio è un elemento indispensabile nel processo di produzione degli alimenti: crea cibi più convenienti facilitando il flusso dei prodotti alimentari, aumenta la shelf life dell’alimento assicurando la protezione da alterazioni fisiche, chimiche e microbiologiche ed esalta e promuove il prodotto favorendone l’acquisto. Negli ultimi decenni, per andare incontro alla domanda dell’industria alimentare si è verificato un notevole sviluppo nell’imballaggio con l’utilizzo di differenti tipi di additivi, per migliorare le prestazioni dei materiali e l’introduzione di numerosi materiali sintetici, per il loro basso costo e la loro versatilità. Tuttavia, l’imballaggio può rappresentare una sorgente di contaminazione a causa della migrazione di sostanze dai materiali d’imballaggio all’alimento con cui vengono a contatto. I pacchetti utilizzati dall'industria alimentare contengono centinaia di sostanze chimiche dannose. Secondo uno studio gli imballaggi dei prodotti alimentari, oltre che causa di forte impatto ambientale, sono un pericolo per il nostro organismo. Konrad Grob, direttore del servizio di cromatografia del laboratorio cantonale zurighese, al Tages-Anzeiger ha riconosciuto che il loro effetto a lungo termine non è ancora noto, ma sottostimato. Infatti uno studio pubblicato dalla fondazione Food Packaging Forum di Zurigo, spingendosi più lontano, ha rivelato che almeno 175 sostanze chimiche sono state utilizzate nella fabbricazione di imballaggi alimentari. Tra esse ne spiccano anche alcune legate a malattie croniche o a problemi del sistema endocrino.Per questo ha assunto una certa importanza nella sicurezza alimentare e le autorità competenti, a livello nazionale e a livello comunitario, hanno emesso una vasta legislazione al fine di controllare le contaminazioni pericolose e tutelare la salute dei consumatori.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Cous Cous q.b.
1 petto di pollo
1 fetta di maiale
3 carote
3 zucchine
2 patate
1 pomodoro
1 cipolla
1 barattolo di ceci
Olio extravergine
Brodo di verdure
Spezie (Curcuma, paprika, berberè, cumino, zafferano)
Sale, Pepe


A META' DEL LAVORO ...
Preparate il brodo che vi servirà sia per il cous cous, sia per la cottura della carne.
Preparazione del cous cous: versate un pò d'olio nel cous cous (circa 3 cucchiai a testa), mischiatelo bene e versate il brodo caldo - non bollente - senza sommergerlo e lasciatelo riposare nel recipiente chiuso. Trascorsi cinque minuti controllate la cottura, se necessario aggiungere qualche altro cucchiaio di brodo ed infine sgranare il cous cous con una forchetta. Quando sarà cotto lasciatelo freddare, senza coprirlo.
Preparazione delle spezie per la carne: in una ciotola capiente versate due cucchiai di olio, un cucchiaino di sale, un pò di pepe, un cucchiaino di curcuma, uno di paprica, una puntina di zafferano, un pizzico di cumino (va bene anche quello in semi) e un pò di berberè che darà alla carne quel senso di piccante. Aggiungete quindi i pezzi di carne e mischiateli bene nelle spezie; lasciate macerare in frigo per 10 minuti.
Cottura nella tajine: versate nel base di coccio dell'olio e la cipolla tagliata grossolanamente e fate soffriggere per circa cinque minuti senza coperchio, a fuoco basso; dopodiché, aggiungete i pezzi di carne e lasciateli rosolare. Nel frattempo, tagliate le verdure a metà e quando la carne sarà dorata disponetele in maniera ordinata sulla carne; infine versate i ceci sgocciolati. A questo punto aggiungete il brodo, a sufficienza da coprire la carne e chiudere con l'apposito coperchio. Lasciare cuocere per circa mezz'ora senza girare e controllando di tanto in tanto.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Servite con il cous cous freddo. Potete scegliere diversi tagli di carne ma assicuratevi che la cottura sia più o meno la stessa e che i pezzi siano più o meno della stessa grandezza.


Per ulteriori chiarimenti rimando a questi due video:
https://www.youtube.com/watch?v=pclYJyNPz-A
https://www.youtube.com/watch?v=CciSIHYiGfQ

Tuesday, July 22, 2014

PESTO ALLA SALVIA

Entra nel vivo il progetto Porta l’Orto a Lampedusa, promosso da Terra! Onlus e dal circolo di Legambiente “Esther Ada”. Dopo l’entusiasmante successo della giornata di promozione, svoltasi presso i Fori Imperiali a Roma lo scorso 13 aprile, le due associazioni hanno incontrato la popolazione dell’isola per dare avvio alla fase di progettazione partecipata. Il progetto, teso a realizzare orti urbani, nasce per valorizzare le ricchezze dell’isola attraverso la creazione di luoghi di ricerca e sperimentazione così come di socialità e aggregazione della comunità locale. Sarà inoltre l’occasione per restituire l’antica vocazione agricola del territorio andando a censire le varietà locali e facendo da stimolo per chi avrà voglia di sperimentarsi a lavorare la terra. In questi giorni i promotori del progetto saranno sull’isola per incontrare i veri protagonisti dell’iniziativa, i lampedusani, e fare alcuni sopralluoghi a Cala Pisana, sui terreni messi a disposizione da privati, a titolo gratuito, per la realizzazione degli orti urbani. “Con il progetto Porto l’Orto a Lampedusa vogliamo saldare, almeno in parte, quell’enorme debito di riconoscenza che l’Italia e l’Europa hanno nei confronti di una popolazione che in questi anni ha salvato la vita a migliaia di migranti – dichiara Fabio Ciconte, presidente di Terra! Onlus - Per una comunità che ha fatto tanto in un contesto sociale complesso, crediamo che tutti noi siamo chiamati a dare un riconoscimento all’isola e ai suoi abitanti”. Porta l’Orto a Lampedusa è un progetto finanziato dal basso attraverso una campagna di crowdfunding. Tutti possono contribuire donando almeno due euro sul sito www.terraonlus.it/lampedusa.
La raccolta fondi servirà per:
- il recupero e ripristino degli spazi verdi destinati agli orti
- l’avvio e il proseguimento della formazione sul posto
- la creazione di sistemi di irrigazione naturali

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

30 foglie di salvia
1 patata
1/2 testa d'aglio
50g pecorino
30g parmigiano
Sale e pepe
50g noci
Olio extravergine q.b.







A META' DEL LAVORO ...
Lessare la patata con la buccia in acqua senza sale. Nel frattempo, mischiare pecorino, parmigiano, noci, salvia, aglio, sale e pepe. Sbucciare la patata, schiacciarla con la forchetta, lasciarla freddare ed aggiungerla al resto degli ingredienti. Frullare il tutto aggiungendo l'olio poco alla volta. Lasciare riposare in frigo.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Consiglio di usare le patate rosse perchè più farinose e meno umide. Quando userete il pesto versatelo in padella e fatelo prima sciogliere un pò; aggiungete la pasta scolata e solo se necessario amalgamate con un pò di acqua di cottura.

Saturday, June 7, 2014

POLLO alle PRUGNE e latte di COCCO

“PIACERE BARBECUE”: KERMESSE DEDICATA A RITO DELLA COTTURA ALLA GRIGLIA, A PERUGIA

La prima “Italian barbecue championship”, unica competizione italiana ufficializzata dalla Kansas city barbeque society. La competizione si svolgerà a Perugia dal 13 al 15 giugno. Rivolta a tutti i team italiani e internazionali di appassionati di cottura al barbecue, questa kermesse tutta italiana segna una svolta significativa per il movimento del barbecue nostrano. Per la prima volta in assoluto, sarà l'Italia, con il suo patrimonio di cultura, stile e know how gastronomico ad ospitare i guru del barbecue mondiale. La competition si svolgerà nel rispetto del regolamento redatto dalla Kcbs (Kansas city barbeque society), organizzazione no profit nata nel 1986 in America, patria del Bbq, per promuovere e insegnare i segreti del barbecue in purezza, low & slow. Ad oggi conta più di 17mila soci e firma oltre 400 gare nel mondo realizzate secondo uno specifico format di valutazione e punteggio.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Curry rosso thailandese
Latte di cocco
Prugne secche
Farina
Brandy
1 cipolla
1/2lt brodo di carne
Salsa di soia
Pollo
Olio evo





A META' DEL LAVORO ...
Adoro, adoro il pollo in preparazioni così aromatiche.
Vi ricordate il mio pollo alle prugne, e il pollo thai al latte di cocco? Questa è una versione thailandese poco più elaborata, che le racchiude entrambe. Il sapore è sempre agrodolce. Preparate le prugne tagliandole a pezzetti; infarinatele e versate una tazzina circa di Brandy; lasciate macerare. Nel frattempo, tagliate a pezzetti anche il pollo. In una padella con dell'olio fate rosolare la cipolla affettata grossolanamente. Aggiungete le prugne ed un mestolo di brodo, quando si comincerà a formare la cremina versate anche il latte di cocco, il curry in polvere ed un altro pò di brodo. Fate tirare la salsa per cinque minuti. Aggiungete il pollo a pezzetti ed un filo di salsa di doia. Lasciate cuocere, se necessario aggiungere altro brodo.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Il curry più adatto per queste preparazioni di carne sarebbe quello in pasta ma la polvere di curry rosso thailandese, o se preferite un sapore più deciso e piccante il curry tostato, va bene lo stesso. Da abbinare un bel riso basmati semplice.