Tuesday, July 22, 2014

PESTO ALLA SALVIA

Entra nel vivo il progetto Porta l’Orto a Lampedusa, promosso da Terra! Onlus e dal circolo di Legambiente “Esther Ada”. Dopo l’entusiasmante successo della giornata di promozione, svoltasi presso i Fori Imperiali a Roma lo scorso 13 aprile, le due associazioni hanno incontrato la popolazione dell’isola per dare avvio alla fase di progettazione partecipata. Il progetto, teso a realizzare orti urbani, nasce per valorizzare le ricchezze dell’isola attraverso la creazione di luoghi di ricerca e sperimentazione così come di socialità e aggregazione della comunità locale. Sarà inoltre l’occasione per restituire l’antica vocazione agricola del territorio andando a censire le varietà locali e facendo da stimolo per chi avrà voglia di sperimentarsi a lavorare la terra. In questi giorni i promotori del progetto saranno sull’isola per incontrare i veri protagonisti dell’iniziativa, i lampedusani, e fare alcuni sopralluoghi a Cala Pisana, sui terreni messi a disposizione da privati, a titolo gratuito, per la realizzazione degli orti urbani. “Con il progetto Porto l’Orto a Lampedusa vogliamo saldare, almeno in parte, quell’enorme debito di riconoscenza che l’Italia e l’Europa hanno nei confronti di una popolazione che in questi anni ha salvato la vita a migliaia di migranti – dichiara Fabio Ciconte, presidente di Terra! Onlus - Per una comunità che ha fatto tanto in un contesto sociale complesso, crediamo che tutti noi siamo chiamati a dare un riconoscimento all’isola e ai suoi abitanti”. Porta l’Orto a Lampedusa è un progetto finanziato dal basso attraverso una campagna di crowdfunding. Tutti possono contribuire donando almeno due euro sul sito www.terraonlus.it/lampedusa.
La raccolta fondi servirà per:
- il recupero e ripristino degli spazi verdi destinati agli orti
- l’avvio e il proseguimento della formazione sul posto
- la creazione di sistemi di irrigazione naturali

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

25 foglie di salvia
1 patata
1 testa d'aglio
50g pecorino
30g parmiggiano
Sale e pepe
40g noci
Olio extravergine q.b.







A META' DEL LAVORO ...
Lessare la patata con la buccia in acqua senza sale. Nel frattempo, mischiare pecorino, parmiggiano, noci, salvia, aglio, sale e pepe. Sbucciare la patata, schiacciarla con la forchetta ed aggiungerla al resto degli ingredienti. Frullare il tutto aggiungendo l'olio poco alla volta. Lasciare freddare in frigo.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Diluire il pesto con un mestolo di acqua della pasta.

Saturday, June 7, 2014

POLLO THAILANDESE al latte di cocco

“PIACERE BARBECUE”: KERMESSE DEDICATA A RITO DELLA COTTURA ALLA GRIGLIA, A PERUGIA

La prima “Italian barbecue championship”, unica competizione italiana ufficializzata dalla Kansas city barbeque society. La competizione si svolgerà a Perugia dal 13 al 15 giugno. Rivolta a tutti i team italiani e internazionali di appassionati di cottura al barbecue, questa kermesse tutta italiana segna una svolta significativa per il movimento del barbecue nostrano. Per la prima volta in assoluto, sarà l'Italia, con il suo patrimonio di cultura, stile e know how gastronomico ad ospitare i guru del barbecue mondiale. La competition si svolgerà nel rispetto del regolamento redatto dalla Kcbs (Kansas city barbeque society), organizzazione no profit nata nel 1986 in America, patria del Bbq, per promuovere e insegnare i segreti del barbecue in purezza, low & slow. Ad oggi conta più di 17mila soci e firma oltre 400 gare nel mondo realizzate secondo uno specifico format di valutazione e punteggio.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Curry rosso thailandese
Latte di cocco
Prugne secche
Farina
Brandy
1 cipolla
1/2lt brodo di carne
Salsa di soia
Pollo
Olio evo





A META' DEL LAVORO ...
Adoro, adoro il pollo in preparazioni così aromatiche.
Vi ricordate il mio pollo alle prugne? Questa è una versione thailandese un pò più elaborata. Il sapore è sempre agrodolce. Preparate le prugne tagliandole a pezzetti; infarinatele e versate una tazzina circa di Brandy; lasciate macerare. Nel frattempo, tagliate a pezzetti anche il pollo. In una padella con dell'olio fate rosolare la cipolla affettata grossolanamente. Aggiungete le prugne ed un mestolo di brodo, quando si comincerà a formare la cremina versate anche il latte di cocco, il curry in polvere ed un altro pò di brodo. Fate tirare la salsa per cinque minuti. Aggiungete il pollo a pezzetti ed un filo di salsa di doia. Lasciate cuocere, se necessario aggiungere altro brodo.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Il curry più adatto per queste preparazioni di carne sarebbe quello in pasta ma la polvere di curry rosso thailandese, o se preferite un sapore più deciso e piccante il curry tostato, va bene lo stesso. Da abbinare un bel riso basmati semplice.

Thursday, June 5, 2014

PAELLA DE MARISCOS

Il cibo inquina: ecco la top ten degli alimenti che “bruciano” petrolio e CO2.

Ciliegie cilene, mirtilli argentini e asparagi del Peru' salgono sul podio della top ten dei cibi che inquinano perché arrivano sulle tavole degli italiani dopo lunghi viaggi, con conseguente consumo di petrolio ed emissioni di gas serra. E' quanto emerge dal Dossier "Lavorare e vivere green in Italia", con la top ten dei cibi che inquinano di più, elaborata in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente e presentata al Nelson Mandela Forum di Firenze. Nella lista dei prodotti a rischio ci sono anche le rose dell'Ecuador per le quali - sottolinea Coldiretti - "sono state denunciate anche situazioni di sfruttamento del lavoro, condizioni a rischio per la salute, messa in pericolo dai numerosi prodotti chimici con cui sono trattati i fiori e la mancanza di tutele sindacali". Nell'elenco ci sono anche le more del Messico, i cocomeri del Brasile, i meloni di Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall'Egitto, "che arrivano sulle tavole - osserva Coldiretti - a causa della cattiva abitudine di consumare fuori stagione alimenti di cui è ricca anche l'Italia". E' stato calcolato - sottolinea Coldiretti - che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila km con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per più di 11mila km, con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e gli asparagi dal Perù viaggiano per oltre 10mila km, bruciando 6,3 chili di petrolio e liberando 19,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto. Secondo la Coldiretti consumando prodotti locali, di stagione e a chilometri zero, e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a mille chili di anidride carbonica l'anno. "Fare la spesa con attenzione all'ambiente - afferma il presidente della Coldiretti -significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l'economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi".

Articolo Repubblica

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

300g riso Roma
1 cipolla
2 teste d'aglio
5 gamberoni
3 calamari
10 scampi
Cozze q.b.
Salsa di pomodoro
1/2 peperone rosso
Vino bianco
Zafferano
Olio evo
Prezzemolo


A META' DEL LAVORO ...
Puliamo gli scampi, togliamo il budello e tagliamoli a pezzetti (conserviamone 4 interi). Mettiamo i carapaci in un litro d'acqua e prepariamo il brodetto di pesce. Tagliamo a pezzetti anche i calamari. Versiamo nella paellera quattro cucchiai di olio, uno spicchio di aglio e facciamo rosolare. Tagliamo il peperone a cubetti e versiamolo nella paellera insieme ai calamari ed agli scampi tagliati. Aggiungiamo un paio di cucchiai di salsa di pomodoro ed un mestolo di brodo a cui avremo aggiunto lo zafferano, lasciamo cuocere per dieci minuti. Nel frattempo, in una pentola facciamo aprire le cozze, aggiungiamo una testa d'aglio e sfumiamo con del vino; lasciamole nella pentola chiusa finchè non si saranno aperte bene (circa cinque minuti). Aggiungiamo il riso distribuendolo uniformemente nella paellera, versiamo il brodo di pesce e lasciamo cuocere. Da questo momento il riso non andrà più girato ma "smuovetelo" facendolo roteare (le impugnature laterali della paellera sono fatte apposta). Nel frattempo, pulite i gamberoni: incidete il carapace e togliete il budello sotto l'acqua corrente. Per decorare conservate cinque o sei cozze con la loro valva. Dopo 15 minuti aggiungiamo sul riso gli scampi interi, le restanti cozze libere dalla conchiglia ed i gamberoni. Quando il riso sarà cotto decoriamo con le cozze conservate nel carapace e del prezzemolo. Spegniamo il fuoco e sistemiamo sulla paella un foglio di carta forno bagnata e strizzata. Questo servirà ad asciugare il riso in superficie.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Questa preparazione richiede molti accorgimenti. Prima di tutto le cozze: pulite bene il carapace con una ramina; scegliete solo ed esclusivamente quelle chiuse! Il riso che usano in Spagna è la qualità calasparra, o bomba ma in Italia è difficile da trovare; ho letto che quello che più si avvicina è il Roma. Fate roteare il riso durante la cottura altrimenti vi ingannerà: sotto si cuocerà e sopra rimarrà crudo, assaggiate il riso dal fondo.

Wednesday, June 4, 2014

RISOTTO AI CARCIOFI

DAL 5 AL 9 GIUGNO AL VIA "FOOD WINE DESIGN WEEK", AD ALBA
Food e design legati nel segno del buon gusto. L'idea di unire le innovazioni del design alla migliore tradizione italiana del food e del wine è stata di due personaggi [Aldo Cingolani, ceo della Bertone Design, e Franco Miroglio, proprietario di Tenuta Carretta di Piobesi d'Alba e responsabile del comparto vinicolo di famiglia] pronti a lanciare un nuovo messaggio: percepire l'alimentazione, la "qualità", come qualcosa che appartiene ad una cultura antica e moderna. Un evento che dal territorio delle Langhe arriva a Milano per raccontare come il design abbraccia l'enogastronomia e le eccellenze italiane. "Food Wine Design Week" si pone, infatti, al centro di uno scenario di innovazione considerato da diverse prospettive: il prodotto, la sua trasformazione e conservazione, l'estetica, la distribuzione, il consumo pubblico e privato. Ma anche le attrezzature e gli utensili, le implicazioni culturali, il rapporto con il territorio, l'immaginario, lo stile di vita, l'arte. Con questa edizione c'è la volontà di incarnare un movimento di pensiero legato alla sostenibilità del futuro e alla qualità della vita e rappresenta una sorta di 'numero zero' con l'intenzione di diventare un appuntamento annuale.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

250g riso parboiled
Olio evo
Noce di burro
4 carciofi
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla bianca
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di Brandy
Brodo di verdure
Prezzemolo





A META' DEL LAVORO ...
Pulite i carciofi togliendo la barbetta interna, le foglie più dure, tagliateli finemente e affettate anche i gambi. Tagliate la cipolla e l'aglio e metteteli a rosolare in una padella antiaderente con un pò di olio ed una noce di burro. Nel frattempo preparate il brodo dove lesserete anche i gambi. Fate cuocere i carciofi per dieci minuti a padella coperta, poi aggiungete il riso e fatelo imbiondire. Sfumate il tutto con il vino bianco e i due cucchiai di Brandy. Portate a cottura; prima di spadellare fate soffriggere in un'altra padella, a fuoco vivace e con un filo d'olio, i gambi precedentemente lessati. Potete poi frullarli o lasciarli interi. Servite spolverando con del prezzemolo fresco.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Di questo piatto ci sono molte varianti: alla fine potete aggiungere, insieme ai gambi, anche della pancetta croccante o una grattugiata di provola affumicata. Potete aromatizzare con un mix di tabasco e gocce di limone [comodo se vaporizzate con l'apposito spruzzino].

Friday, May 16, 2014

SFORMATO DI PORRI E PRAGA

Una ricettina semplice ma molto gustosa trovata su un giornale a caso. La preparazione prevedeva il microonde ma io, essendone sprovvista (né tantomeno intenzionata a comprarlo), l'ho modificata a gusto mio. Il tortino da freddo si riesce a tagliare a cubetti; sfizioso da servire come finger food ad una bella cena all'aperto tra amici, ora che sta arrivando la bella stagione. Maggio e ancora vento e pioggia ma sono fiduciosa...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

2 porri
3 uova
1/2 bicchiere di latte
Sale e pepe
Olio extravergine
Provola affumicata
4 fette prosciutto crudo
Burro
Pangrattato

Pirofila Le Creuset




A META' DEL LAVORO ...
Tagliate i porri in 4 eliminando le cime dure e le foglie più esterne. Sbollentateli in acqua salata. Scolateli e metteteli da parte a freddare. Foderate una pirofila: inburrate, spolverate con del pangrattato e coprite con le fette di prosciutto crudo. Stendete i porri all'interno della pirofila ed irrorate con un filo d'olio. Sbattete le uova insieme al latte e condite con sale, pepe e spezie a piacere. Versate i liquidi sui porri e concludete con dei tocchetti di formaggio. Infornate a 180° per mezz'ora.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Un preparazione versatile che si presta quindi a molte varianti. Date sfogo alla vostra fantasia!

Thursday, May 15, 2014

ARROSTO DI VITELLO FARCITO

I rotoli di carne sono piatti abbastanza elaborati e lunghi ma che danno tante soddisfazioni, perchè buoni per il palato e belli da presentare in tavola. La preparazione classica, quindi che vale per qualsiasi tipo di arrosto, è: sbattere, farcire, cuocuere, freddare, tagliare. Fondamentale, infatti, sbattere la carne per rompere le fibre più "nervose" che rimarrebbero troppo dure nonostante la lunga cottura; far rigorosamente freddare prima di tagliare altrimenti non riuscirete ad ottenere la "fetta perfetta". Quando cucino un piatto di carne mi diverto a scegliere le spezie più adatte alla preparazione, ma ho da poco scoperto una cosa che mi ha lasciata un pò interdetta: per i mix di spezie che si trovano in commercio - soprattutto quelli che vengono da molto lontano - è obbligatorio riportare sull'etichetta la dicitura "irradiato", o "trattato con radiazioni ionizzanti", procedimento che serve per ridurre la carica batterica che potrebbe essere presente nelle spezie. Ora mi chiedo: chi ci garantisce allora la sicurezza delle spezie che compiamo sfuse?

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
700g rotolo di vitello
120g mortadella (fetta unica)
Scamorza affumicata
Brandy (o vino bianco)
1 zucchina
Patate
Carote
Cipolle
Brodo di carne
Gomasio, sale, pepe
Spezie per carne
Olio extravergine

Cocotte Le Creuset


A META' DEL LAVORO ...
Tagliate con il pelapatete le zucchine. Scottiamole due secondi, senza farle cuocere, in una padella con olio e gomasio (un sostitutivo del sale). Io ho usato un gomasio alle erbe così da insaporire di più le zucchine. Stendete la carne e sbattetela. Condiamola con olio sale e spezie, quindi "massaggiamo" la carne così da far penetrare bene il condimento. Farciamo prima con le zucchine, poi la provola a fettine ed infine la mortadella a chiudere, così sarà anche più semplice arrotolare. Chiudiamo quindi la carne e leghiamola con un filo per alimenti. In una pirofila dai bordi alti fate scaldare olio e cipolle; rosolate uniformemente la carne girandola spesso, sfumate quindi con del brandy (o vino bianco). Nel frattempo, tagliate grossolanamente due patate, due carote e mezza cipolla. Aggiungete quindi le verdure nella pirofila, versate un mestolo di brodo e aggiustate di sale e pepe se necessario. Fate cuocere per circa un'ora, girando l'arrosto di tanto in tanto. Prima di tagliare la carne fatela freddare completamente. Preparate le fette, rimettetele nella pirofila dove avrete conservato il sughetto di cottura e riscaldate prima di servire.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Tra la carne e la corda potete incastrate alcune foglie di alloro, o un rametto di rosmarino ma io non lo faccio mai perchè sono due spezie che non mi piacciano, hanno aromi che dominano troppo. In questo caso ho usato del berberè per dare anche un pò di piccante alla carne. Per tagliare l'arrosto usate un coltello seghettato (tipo quello del pane), in questo modo le fibre della carne si taglieranno con più facilità.

Wednesday, May 14, 2014

HACHIS PARMENTIER una delizia francese

Hachis in francese sta per "carne macinata" (da "hacher", macinare). Ma chi era Antoine Augustin Parmentier? Il nome del piatto deriva da un noto signore che nel '700 che “sponsorizzò” l’uso della patata in cucina. Chimico, agronomo e tecnologo, fu farmacista nell'esercito durante la guerra dei Sette Anni. Dopo un periodo di prigionia, durante il quale fu nutrito con zuppa di patate, Parmentier scoprì le qualità nutritive di questo tubero. Al suo ritorno in Francia riuscì ad ottenere l'appoggio di re Luigi XVI nel diffondere la produzione della patata, la cui coltivazione in territorio francese era bandita perché si sospettava che trasmettesse infezioni e fosse un frutto del demonio, dato che cresceva sotto terra. Il nome Parmentier si ritrova ancora oggi in molte ricette a base di patate. Per ulteriori informazioni visitate questo sito interamente dedicato al nostro piatto.
L'Hachis Parmentier è una preparazione estremamente versatile, può essere usata qualsiasi tipo di carne (arrosto, lesso, brasato...); ed anche la copertura di purè può essere reinventata con l’aggiunta di carote o zucca. Quella che vi propongo è una versione più elaborata con l'aggiunta dei funghi e del formaggio morbido per dargli un tocco in più.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
500g funghi champignon
Prezzemolo, 1 spicchio d'aglio
Olio extra vergine
500g macinato di suino
Trito carote e cipolle
Brandy (o vino rosso/Cognac)
2 cucchiai concentrato di pomodoro
Spezie per carni, sale
Brodo di carne
3 patate grosse
Noce moscata
1/2 bicchiere latte
Burro
Parmiggiano
100g formaggio morbido
Pangrattato
Cocotte Le Creuset

A META' DEL LAVORO ...
Preparate i funghi champignon: spellateli, tagliateli a pezzi grossolani e fateli appassire in padella con olio, aglio e prezzemolo. Salateli senza aggiungere acqua.
Preparate il macinato: fate un soffritto di cipolla e carota, lasciate cuocere con olio in una padella antiaderente. Nel frattempo, fate bollide l'acqua per il brodo di carne. Aggiungete nella padella il macinato e sgranate subito con una forchetta. Fate rosolare bene e sfumate con il Brandy (potete usare anche del Cognac, o del vino rosso). Lasciate evaporare. In un bicchiere fate sciogliere con del brodo caldo due cucchiai abbondanti di concentrato di pomodoro che verserete nel macinato. Condite con spezie adatte alla carne, io ho usato un mix di pepe rosso, sesamo bianco e nero, zenzero, mandarino secco (Shichimi Tougarashi di Orodorienthe). Lasciate cuocere per 40 minuti, sfumando ogni tanto con del brodo.
Preparate il purè: lessate le patate, schiacciatele e amalgamate con una noce di burro, mezzo bicchiere di latte (anche meno perchè il purè non deve essere eccessivamente morbido, ma fisso), sale, parmiggiano e noce moscata.
Componete il piatto: inburrate leggermente una pirofila. Distribuite sul fondo il macinato (conservando il sughetto che userete per impiattare), fate uno stato di funghi e tocchietti di formaggio; ricoprite con il purè. Distribuite sulla superficie un mix di pangrattato e parmiggiano. Fate riscaldare il tutto in forno a 180° per 15 minuti.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Fate attenzione alla cottura, riponete la pirofila sulla griglia più bassa del forno altrimenti si brucerà in superficie. Servite caldo accompagnando il piatto con della salsa lyonnaise (a base di cipolle).

Monday, May 12, 2014

TIEDDA BARESE

La Tiedda è un piatto della tradizione barese. Nonostante abbia origini molto povere - era l'unica portata del pasto dei contadini - è ricco di sapore. "Pataterisecozz", chiamato così proprio perchè l'ordine degli ingredineti è: patate, riso e cozze. Altro errore - e qui faccio mea culpa - i pomodori non sono inclusi negli ingredineti, ma a me piacciono molto. La preparazione può ricordare quella della paella spagnola; il nome deriva dalla pirofila dove va cotta: la "tiedd", o tegame. La ricetta originale inoltre prevede di aprire le cozze da crude, anche se ho letto che molti - per paura delle tossine che potrebbero contenere le cozze - le fanno prima aprire in padella. Il procedimento che leggerete è però quello originale.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

500gr cozze
500gr patate
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo
300ml acqua (circa)
300gr riso arborio
2 pomodori regina
1/2 cipolla bianca
Pecorino grattugiato
Pangrattato (facoltativo)
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine

Pirofila Le Creuset

A META' DEL LAVORO ...
Pulire bene esternamente le cozze usando una spazzolina o la spugnetta metallica. Prima di aprirle tirate il filamento, o barbetta, che sbuca dalla conchiglia. Con l’apposito coltello separare le due valve e conservare il liquido interno. Staccare la valva con il mollusco ed infine filtrate il liquido che servirà per la cottura del riso. Nel frattempo, mettete il riso in acqua fredda per fargli perdere l'amido in eccesso. Tagliate i pomodori a rotelle; fate la stessa cosa con le patate tagliandole a fette sottilissime e tenetele da parte in acqua fredda; infine affettate anche la cipolla. Tritate il prezzemolo insieme all'aglio ed amalgamate con olio, sale e pepe. Oliate bene una teglia dai bordi alti, disponete sul fondo le patate ed una parte del trito di aromi e la cipolla tagliata; spolverate con abbondante pecorino. Coprite il tutto con il riso crudo distribuendolo per bene su tutta la superficie ed oliate ancora. Coprite il riso con pecorino e le cozze aperte; concludete con uno strato di patate (per lo strato superiore potete tagliarle leggermente più spesse per evitare di farle bruciare) e per ultimi i pomodori. Ora versate 300ml di acqua, incluso il liquido delle cozze, facendo attenzione a non versare i liquidi direttamente sugli strati che altrimenti si smuoverebbero. Versateli quindi al lato della pirofila senza sommergere completamente le patate. Cuocete in forno caldo a 190° per 50/60 minuti. Dopo i primi 40 minuti potete abbassare la temperatura del forno a 180 e cospargere la superficie con un mix di pangrattato e pecorino. Fate cuocere per altri 10/20 minuti circa. A fine cottura l'acqua dovrà essere stata assorbita tutta.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Ho letto alcune ricette di blogger pugliesi che dispongono le cozze sul fondo; effettivamente la valva della cozza piena di riso è più gustosa. Durante la cottura, per i primi 30 minuti, alcuni consigliano di coprire il tegame con carta argentata così da evitare che la superficie si bruci. I pomodori possono essere tagliati a pezzetti. Fate attenzione con il sale perchè sia il pecorino che le cozze sono molto saporiti. Non abbondate con l'acqua perchè durante la cottura sempre rimediare aggiungendone un pò.

Sunday, May 4, 2014

TIRAMISU' by Montersino

Dopo una lunga assenza eccomi tornata. Scusate ho trascurato il blog, soprattutto la pagina dei contest ma ero a Dublino. Dovevo rinfrescare il mio inglese ed ho organizzato tutto all'ultimo minuto. Ora sono tornata alla vita reale, quella dei problemi, degli alti e bassi, della routine, ma anche delle belle cene tra amici che mi sono mancate da morire. Esperienza comunque bellissima; Dublino la conoscevo già bene: nel 2009 l'avevo vissuta per un altro mese ma quella volta era estate. Ora, spero di essere tornata più carica di prima! Voglio salutarvi con una ricetta che aspettava di essere pubblicata da tantissimo tempo, il Tiramisù di Montersino. Cos'ha di speciale? Le uova sono pastorizzate quindi potrete mangiarlo tranquillamente senza farvi prendere dall'ansia delle uova crude. La pastorizzazione avviene facendo sciogliere acqua e zucchero fino a raggiungere la temperatura di 121°C, lo sciroppo così ottenuto andrà versato sulle uova molto lentamente in modo tale da fargli subire uno shock termico. [Per il procedimento della pastorizzazione delle uova guardate questo video]. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

340gr zucchero semolato
100gr acqua
175gr tuorli
500gr mascarpone
500gr panna
Caffè espresso
500gr biscotti savoiardi
Cacao amaro
150gr cioccolato fondente






A META' DEL LAVORO ...
Per prima cosa, premontate i tuorli in un recipiente molto capiente. Nel frattempo, mettete sul fuoco un pentolino antiaderente e versate l'acqua e lo zucchero, portate a 121°C senza girare troppo. Versate a filo lo sciroppo sui tuorli e montate fino a raffreddamento. In questo modo otterrete uno zabaione molto spumoso e soffice. Proseguite, montando insieme panna e mascarpone, iniziate amalgamando delicatamente e poi aumentate la velocità delle fruste. Unite infine la crema ottenuta allo zamabione. A questo punto, componete il Tiramisù: iniziate cospargendo la vostra pirofila con della crema, poi bagnate i savoiardi nel caffè e disponeteli sul fondo fino a completare il primo strato. Versate altra crema e i cubetti di cioccolato e proseguite con gli altri strati. Terminate con la crema, riponete in frigorifero per almeno 2 ore. Prima di servire spolverizzate con il cacao amaro.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Montersino usa il pan di spagna al posto dei savoiardi ma io preferisco il Tiramisù classico. Quando componete i vari strati ricordate di cambiare posizione ai savoiardi, ovvero: uno strato verticali, un altro strato orizzontali. In questo modo non si correrà il rischio di lasciare spazi vuoti.

Sunday, March 16, 2014

LEMON CURD - II version

Lecce: “Capitale della Cultura del Buon Cibo - Festival della Dieta Med-Italiana” dal 26 aprile al 4 maggio 2014 nella centralissima e storica piazza Sant’Oronzo. Svolgendosi ad un anno esatto dall’apertura di Expo2015, verrà presentata al pubblico partecipante la mission dell’importante esposizione universale di Milano; sarà effettuata un’importante sperimentazione di accessibilità, con uno stand appositamente e opportunamente allestito per accogliere persone con disabilità. Il progetto "Dieta Med-Italiana" è nato tre anni fa ad opera di alcuni studenti del luogo che hanno scommesso il loro futuro lavorativo sulla tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente, ed è nato con l’obiettivo di diffondere, soprattutto verso giovani e giovanissimi, i buoni e sani principi della Dieta Mediterranea, promuovendone la conoscenza ed incentivando l’adozione dello stile di vita che la contraddistingue. E lo spirito oggi non è cambiato, anzi si è ulteriormente arricchito di alcune componenti che, di fatto, rendono il progetto “Dieta Med-Italiana” une delle più rilevanti azioni italiane a sostegno di buone pratiche comportamentali in tema alimentare, nutrizionale e salutistico.
Il programma del festival prevede diverse componenti: esposizione delle migliori produzioni agroalimentari del territorio con degustazione ed illustrazione delle tecniche di coltivazione e lavorazione; presentazione di prodotti novità; seminari di approfondimento in tema di agricoltura sostenibile; brevi corsi di formazione alimentare rivolti ai bambini delle elementari; focus monotematici sugli alimenti principali della dieta mediterranea; due agrimercati Campagna Amica a km 0; esempi di cibo da strada di qualità a km 0; MenuTipico nei ristoranti e AperiTipico nei bar.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

3 uova medie
115gr zucchero
80ml succo di limone
56gr burro
Buccia di limone










A META' DEL LAVORO ...
Mischiate velocemente le uova, lo zucchero ed il succo di limone, poi mettete a cuocere a bagnomaria girando costantemente con una frusta. Dopo 10 minuti circa - la curd non deve essere densa come una crema pasticcera - togliere dal fuoco ed aggiungere il burro a pezzetti. Una volta amalgamati gli ingredienti filtrate la curd con un passino, la densità dovrà essere molto vellutata. Alla fine, aggiungete la buccia di limone (facoltativo) che avrete tagliato a mano in striscette finissime! Conservate in frigo in contenitori ermetici, non oltre i 10 giorni.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Tutti gli ingredienti dovranno rigorosamente essere a temperatura ambiente. Il momento giusto per amalgamarli è quando l'acqua del bagnomaria sta per bollire, questo eviterà la formazion di fastidiosi grumi. Questa è una crema dal sapore molto agre; si usa solitamente nelle crostate, o nelle apple pie e si abbina perfettamente al cioccolato extra fondente. Se non sopportate un sapore così intenso potete stemperarla mischiando alla curd - dopo averla fatta freddare - della panna montata.

Vi ricordo l'altra version della curd al limone QUI