Sunday, March 16, 2014

LEMON CURD - II version

Lecce: “Capitale della Cultura del Buon Cibo - Festival della Dieta Med-Italiana” dal 26 aprile al 4 maggio 2014 nella centralissima e storica piazza Sant’Oronzo. Svolgendosi ad un anno esatto dall’apertura di Expo2015, verrà presentata al pubblico partecipante la mission dell’importante esposizione universale di Milano; sarà effettuata un’importante sperimentazione di accessibilità, con uno stand appositamente e opportunamente allestito per accogliere persone con disabilità. Il progetto "Dieta Med-Italiana" è nato tre anni fa ad opera di alcuni studenti del luogo che hanno scommesso il loro futuro lavorativo sulla tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente, ed è nato con l’obiettivo di diffondere, soprattutto verso giovani e giovanissimi, i buoni e sani principi della Dieta Mediterranea, promuovendone la conoscenza ed incentivando l’adozione dello stile di vita che la contraddistingue. E lo spirito oggi non è cambiato, anzi si è ulteriormente arricchito di alcune componenti che, di fatto, rendono il progetto “Dieta Med-Italiana” une delle più rilevanti azioni italiane a sostegno di buone pratiche comportamentali in tema alimentare, nutrizionale e salutistico.
Il programma del festival prevede diverse componenti: esposizione delle migliori produzioni agroalimentari del territorio con degustazione ed illustrazione delle tecniche di coltivazione e lavorazione; presentazione di prodotti novità; seminari di approfondimento in tema di agricoltura sostenibile; brevi corsi di formazione alimentare rivolti ai bambini delle elementari; focus monotematici sugli alimenti principali della dieta mediterranea; due agrimercati Campagna Amica a km 0; esempi di cibo da strada di qualità a km 0; MenuTipico nei ristoranti e AperiTipico nei bar.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

3 uova medie
115gr zucchero
80ml succo di limone
56gr burro
Buccia di limone










A META' DEL LAVORO ...
Mischiate velocemente le uova, lo zucchero ed il succo di limone, poi mettete a cuocere a bagnomaria girando costantemente con una frusta. Dopo 10 minuti circa - la curd non deve essere densa come una crema pasticcera - togliere dal fuoco ed aggiungere il burro a pezzetti. Una volta amalgamati gli ingredienti filtrate la curd con un passino, la densità dovrà essere molto vellutata. Alla fine, aggiungete la buccia di limone (facoltativo) che avrete tagliato a mano in striscette finissime! Conservate in frigo in contenitori ermetici, non oltre i 10 giorni.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Tutti gli ingredienti dovranno rigorosamente essere a temperatura ambiente. Il momento giusto per amalgamarli è quando l'acqua del bagnomaria sta per bollire, questo eviterà la formazion di fastidiosi grumi. Questa è una crema dal sapore molto agre; si usa solitamente nelle crostate, o nelle apple pie e si abbina perfettamente al cioccolato extra fondente. Se non sopportate un sapore così intenso potete stemperarla mischiando alla curd - dopo averla fatta freddare - della panna montata.

Vi ricordo l'altra version della curd al limone QUI

Wednesday, March 5, 2014

ARANCINI DI RISO ed Expo 2015

Sarà "Foody il nome della mascotte di Expo 2015. Il volto di Foody, disegnato da Disney, è composto da alimenti, ognuno con la sua storia e le sue caratteristiche, che si uniscono per formare un disegno che richiama le teste composte dell'artista Giuseppe Arcimboldo. Il volto dell'evento è composto da 11 piccole mascotte che raffigurano altrettanti alimenti, ognuno dei quali ha ricevuto a propria volta un nome. Dopo l'aglio "Guagliò" sono stati battezzati la banana "Josephine", il fico "Rodolfo", la melagrana "Chicca", l'arancia "Arabella", l'anguria "Gury", il mango "Manghy", la pera "Piera", la mela "Pomina", i ravanelli "Rap brothers" e la pannocchia di mais blu "Max Mais". Si tratta di alimenti provenienti da tutto il mondo che avranno il compito di raccontare e interpretare il tema dell'esposizione: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita". VIDEO: il cartoon con la sfilata delle mascotte.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

1 bustina di zafferano
500g riso Roma
3 + 3 uova
80g parmiggiano
Sale e pepe
Farina
Pangrattato
Olio di semi

Per il ripieno
Broccoli e salsiccia, oppure
'Nduja e provola



A META' DEL LAVORO ...
Sciacquate bene il riso sotto l'acqua corrente finchè non vedrete più tracce di amido. Fate bollire l'acqua che dovrà appena coprire il riso (tenetevi un pentolino di acqua bollente di riserva nel caso ci fosse bisogno di aggiungerne durante la cottura), salatela, fate sciolgliere la bustina di zafferano e aggiungete il riso. Lasciatelo cuocere a fiamma bassa senza girarlo troppo spesso. Scolatelo un pò al dente. A cottura terminata fatelo freddare bene. Nel frattempo, preparate il ripieno. Organizzatevi disponendo un vassoio e tre piatti fondi in fila sul vostro tavolo da lavoro: in uno ci sarà la farina; in un altro le prime tre uova sbattute e nel terzo abbondante pangrattato; nel vassoio appoggerete gli arancini pronti. Nel riso freddo versate le tre uova rimanenti, il parmiggiano, sale e pepe. Ora componete gli arancini: bagnatevi le mani, prendete un pò di riso, schiacciatelo nel palmo, inserite il ripieno scelto e richiudete aggiungendo un altro pò di riso. Formate una pallina e passatela prima nella farina per compattare il tutto e renderlo resistente alla frittura; passatela poi nell'uovo sbattuto ed infine nel pangrattato. Friggete a fiamma bassa girando spesso.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Il trucco sta ovviamente nel riso e nella sua cottura: quella al vapore è perfetta per ottenere un riso compatto. Io uso solitamente il riso Roma, molto adatto ai risotti, con chicco grosso e tondo. Vi suggerisco di usare non il solito pangrattato che si trova in commercio perché troppo fine; se potete farlo voi con del pane secco sarebbe meglio. Potete congelare gli arancini senza problemi, ricordate però di farli scongelare completamente prima di friggerli altrimenti il cuore rimarrà ghiacciato.

Saturday, March 1, 2014

SPIEDINI DI POLLO BBQ

DIRITTO AL CIBO
AL VIA LA CAMPAGNA ITALIANA CHE RISPONDE ALL’APPELLO DEL PAPA
“Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro” è il titolo della campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione elaborata dagli organismi, dalle associazioni e dai movimenti cattolici italiani per rispondere unitariamente all’appello del Papa «a dare voce a tutte le persone che soffrono silenziosamente la fame, affinché questa voce diventi un ruggito in grado di scuotere il mondo».
«L’importanza di un forte impegno di consapevolezza circa le cause e le conseguenze degli squilibri globali, nazionali e locali, è una tematica ben presente nel Magistero della Chiesa, e nell’azione degli organismi di volontariato che sulla Dottrina sociale della Chiesa poggiano la propria ispirazione – si legge nel documento base della campagna -. Oltrepassare l’attuale crisi è possibile ricostruendo relazioni, strutture, comunità e comportamenti responsabili per il buon vivere a livello locale e globale, esplorando quelle periferie geografiche ed esistenziali di recente evocate da Papa Francesco».
Aspetto centrale della campagna è l’elemento educativo, mentre tre sono i filoni tematici in cui si articola: cibo giusto per tutti, una finanza al servizio dell’uomo, relazioni di pace.
L’iniziativa - che intende coinvolgere organismi, associazioni, gruppi e scuole nell'approfondire la conoscenza delle questioni della fame e della crisi e nel tradurla in impegno sociale e politico nei singoli territori - rappresenta un’occasione di impegno comune a livello nazionale e locale di numerosi enti ed organismi di origine ecclesiale. Insegnanti, educatori ed animatori sono le categorie interpellate innanzitutto dalla campagna, ma anche giovani imprenditori presenti nei diversi settori produttivi, in particolare in ambito alimentare ed in grado di interpretare una dimensione economico-produttiva e finanziaria responsabile e sostenibile.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Fette di pollo
Concentrato di pomodoro
Cipolla
Limone
Paprica (in alternativa Spezia BBQ,o Berberè)
Un pizzico di farina
Sale e pepe
Olio






A META' DEL LAVORO ...
Tagliate a strisce il pollo seguendo la lunghezza delle fette. Create il condimento che andrà ad aromatizzare la carne mischiando il concentrato di pomodoro, con la cipolla tagliata a spicchi, il limone, l'aroma che avrete scelto, sale, pepe ed un pizzico di farina. Se l'impasto vi sembra troppo asciutto aggiungete un pò di acqua. Amalgamate bene insieme al pollo e lasciate macerare in frigo per un'ora. Componete gli spiedini: su uno stecchino lungo ripiegate il pollo, ormai ben insaporito, alternandolo con gli spicchi di cipolla. Fate scaldare l'olio in una padella antiaderente e lasciate cuocere la carne per una decina di minuti. Servire ben caldi con un pò di salsa rosa.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Provate anche a cambiare condimento: condite il pollo con un mix di curry, paprica, farina, limone, sale e pepe. Mettete a macerare e poi alternate con i pomodori secchi.

Tuesday, February 25, 2014

SPäTZLE AGLI SPINACI E SALMONE e nuova campagna di educazione nutrizionale

Questa iniziativa merita sicuramente una eco maggiore. Ho deciso per questo motivo di copiarvi il comunicato stampa che mi è stato inviato
Mangiar bene conviene”: campagna di educazione nutrizionale dei pediatri italiani. Saranno i circa 1.000 bambini e gli insegnanti della scuola primaria Montegrappa di Palermo - a dare vita alle attività che fanno parte del macro progetto di salute globale per le famiglie “Regaliamo futuro”. Il progetto è reso operativo sul territorio dal network GPS, un’alleanza fra genitori, pediatri e scuola per promuovere e sostenere l’educazione ad una sana alimentazione e a corretti stili di vita, in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione.
Non è un caso che questa campagna prenda il via proprio da Palermo: la Sicilia è infatti una delle regioni italiane nella quale si registrano tassi più elevati di obesità e sempre nel capoluogo siciliano sarà inaugurato il primo “Laboratorio del Gusto” destinato ai bambini delle scuole che aderiranno al progetto, in cui i principi della sana alimentazione prendono forma e si tramutano in piatti veri e propri.
Entro fine maggio, a conclusione della prima fase del percorso didattico, sulla base del testo “Al ristorante arcobaleno…vieni con noi a mangiare i colori”, le classi parteciperanno ad attività dedicate alla scoperta e all’abbinamento dei colori e dei sapori per trasformare gli alimenti in pietanze invitanti e fare propri i principi di un corretto stile di vita.
E’ lo chef Natale Giunta il testimonial di Mangiar bene conviene. "Purtroppo - spiega Giunta - le mamme hanno sempre meno tempo per preparare i cibi e preferiscono quelli già pronti. Questo progetto, oltre a coinvolgere i bambini in un percorso educazionale, sarà utile anche a far apprezzare alle loro mamme il piacere di una cucina gustosa e a scoprire come anche in poco tempo, con un pizzico di buona volontà, si possano realizzare ricette equilibrate e adatte ai propri figli”.

Per informazioni sulle attività e le adesioni al progetto, inviare una mail a info@editeam.it

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
Porzione per due
125gr farina 00
80gr spinaci
1 uovo
50ml acqua
Sale
Noce moscata

Per la salsa
Salmone in fette
Pachino
Burro
Cipolla



A META' DEL LAVORO ...
Fate cuocere gli spinaci, strizzateli bene ed aspettate che si raffreddino. Frullateli insieme all'uovo, l'acqua e condite con una presa di sale e noce moscata. Unire la farina setacciata e mischiare con un cucchiaio. L'impasto dovrà risultare abbastanza liquido, dovrà scivolare via dal cucchiaio in grosse gocce. Lasciate riposare per circa 15 minuti.
Nel frattempo, preparate il condimento: tagliate la cipolla molto finemente; fate sciogliere in una padella del burro e soffriggete la cipolla. Sbollentate i pachino e spellateli; eliminate i semi, tagliateli ed aggiungeteli al soffritto; fate cuocere per una decina di minuti. Per ultimo, aggiungete il salmone a pezzetti.
Con l'aiuto dell'apposito strumento fate cadere gli spätzle nell'acqua bollente, farli cuocere finché non vengono a galla (come gli gnocchi). Scolateli bene con una schiumarola e ripassarli velocemente nel condimento per amalgamare il tutto.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Gli spätzle sono molto diffusi in Alto Adige, Svizzera e Austria. Per ottenere la tipica forma è necessario usare l'apposito strumento chiamato spätzlehobel: una grattugia formata da una base bucherellata sulla quale scorre, avanti ed indietro, un recipiente che "taglia" l'impasto. La mia "capa", che è di origine tedesca, prima li lessa, poi li dispone in una pirofila da forno, li cosparge con un'abbondante colata di burro fuso ed abbondante formaggio Emmental; alla fine li fa gratinare velocemente a 220°.

Thursday, February 20, 2014

FINOCCHI ALLA VEGAMELLA!

Per cucinare bene basta che ci sia armonia tra te ed il cibo. Questa è la regola che vige nella mia cucina in maniera costante. Gordon Ramsay - chi di voi non conosce quel pazzo di Hell's Kitchen - sembra abbia fatto la scoperta dell'acqua calda suggerendoci che per ottenere un menù perfetto ci sia bisogno di essere: organizzati, avventurosi, audaci, realistici e rilassati (qui l'articolo). Concordo che l'ordine e l'organizzazione vanno a braccetto; qualità di colui che riesce a dominare la cucina senza farsi dominare da padelle, pentole e coperchi. Di conseguenza, si può essere rilassati solo se si possiede il totale controllo dei propri spazi, è ovvio che se di punto in bianco dovessimo cuinare in un ambiente nuovo ci assalirebbe il panico: "dove metto le mani?!". Mi sembrano tutte cose molto ovvie. Per me, saper cucinare vuol dire saper amare il cibo ma soprattutto saperlo mangiare; non sfruttarlo, né violentarlo; avere gusto e provare nuove combinazioni senza paura. Sbagliare ma con parsimonia, riflettendo su come esaltare un sapore piuttosto che un altro... A capo di tutto ciò, ovviamente, ci deve essere la passione: improvvisarsi chef, quando non si è capaci di fare un uovo al tegamino, non è l'ideale. La maggior parte delle persone che conoscono per cena aprono il frigo e mangiano la prima cosa che gli salta agli occhi; io anche quando mangio da sola mi coccolo con qualche ricetta sfiziosa e ne approfitto per sperimentare cose nuove in vista delle mie amate cene tra amici.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Finocchi
Pangrattato
Burro
Salvia

Per la Vegamella
500ml di latte di riso
40ml di olio extravergine
40gr di farina di riso
Noce moscata
Sale e pepe

Pirofila Le Creuset


A META' DEL LAVORO ...
Tagliate i finocchi a spicchi. Sbollentateli in acqua salata per dieci minuti. Ripassateli in padella con poco burro - giusto per insaporirli - ed alcune foglioline di salvia fresca. Nel frattempo preparate la besciamella Veg: in un pentolino dai bordi alti versate l'olio e la farina setacciata, mischiate bene a fuoco spento. A parte portate quasi a bollore il latte di riso; una volta caldo versatelo lentamente nel rue (termine che indica la "pappetta" di farina e burro per la besciamella classica). A fiamma vivace, mescolate accuratamente con una frusta fino a raggiungere la consistenza desiderata. Insaporite con sale, pepe e noce moscata.
A questo punto, inburrate una pirofila e rivestite con pangrattato. Disponete prima i finocchi e poi versate la Vegamella; spolverate la superfice con un mix di pangrattato e parmiggiano, facoltativo. In forno a 200° per 15 minuti più cinque minuti per gratinare.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Non fate addensare troppo la besciamella altrimenti in forno si seccherà. Legate con dello spago, o "infilzate" in uno spaghetto le foglioline di salvia se avete intenzione di toglierle prima di infornare.

Tuesday, February 18, 2014

PASTA E PATATE IN COCOTTE

Ci definiscono Food e-Vangelist; nuovi opinion leader della rete; Food involved. L'articolo di Simone Cosimi, pubblicato su Vanity Fair - di cui però non condivido il titolo scelto "Addio chef, ora i guru sono i Food e-Vangelist" - analizza l'evolversi di questo nuovo trand di "intenditori" che - a differenza di quando possa lasciare intendere il titolo - non si definiscono chef (anche se la presunzione è sempre dietro l'angolo) ma hanno una forte passione per il cibo, sono sempre aggiornati su cosa acquistare, come scegliere, quali marchi consigliare, su che pietanze puntare, come coltivare o cucinare. Siamo proprio noi, in costante attività sui social network, noi che curiamo i nostri blog - chi più chi meno, concedetemi questa vena critica che non trattengo - con orgoglio e passione. Dalla recente analisi di Ketchum, gigante della consulenza di comunicazione - battezzata Food 2020 - in Italia la nostra piccola grande community raggiunge il 37% della popolazione. Riporto un trafiletto dell'articolo che mi sembra molto indicativo; ci definisce come: "Un piccolo ma potente segmento di veri e propri attori del cambiamento, preparati e motivati a intraprendere azioni e convertire l’opinione pubblica a seguire le loro idee rispetto a cibi, marchi e aziende nel settore agroalimentare e che vede l’Italia in pole position come numero di rappresentanti per la nostra naturale vocazione al cibo e al gusto».

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Ingredienti per una porzione
1 patata
1 uovo
Un goccio di latte
50gr spaghetti
Caciocavallo q.b
Una fetta prosciutto cotto
Burro
Pangrattato
Sale e pepe


Cocotte Le Creuset


A META' DEL LAVORO ...
Lessate in acqua salata la patata divisa a metà, scolatela mettetela sotto l'acqua fredda e tagliatela a fettine spesse mezzo centimetro. A parte lessate in acqua salata la pasta, scolatela al dente ma non troppo. Tagliate a fettine anche il caciocavallo. Inburrate la cocottina e cospargete con pangrattato. Ora componete la torretta: cominciate con le patate sulla base, poi il caciocavallo, gli spaghetti ed ancora caciocavallo. Sbattete il tuorlo con un goccio di latte, condite con sale e pepe e versate sulla torretta. Chiudete con prosciutto cotto ed infornate a 180° per 15 minuti. Prima di sfornare completate con scaglie di formaggio a scelta.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Per arrotolare bene gli spaghetti usate un forchettone ed un coppino, arrotolate e adagiate la pasta nella cocottina.

Wednesday, February 12, 2014

FUSILLI INTEGRALI SGOMBRO E VERDURE

Cercare una palestra è come cercare un fidanzato: più vai avanti con l'età e più diventi esigente.
Trovate palestra e corso mi sono infortunata alla seconda settimana: contrattura cervicale solo per aver guardato la strada mentre attraversavo. Guarigione veloce. Ma si vede che non ero abbastanza soddisfatta perchè è da due giorni che sono a casa con le placche alle tonsille! E' una cosa veramente debilitante, mai avute prima e non le auguro a nessuno; non puoi parlare, non puoi deglutire, non puoi bere inoltre hai le ossa rotte e la temperatura che sale e scende. Un supplizio... Non sono abituata a stare a casa senza far nulla, tantomeno a stare male così; la febbre non mi viene mai ma quest'anno è una tortura! Bhe se non riuscivo a rispettare la dieta ora ne sono costretta, guardiamo il lato positivo...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

Fusilli integrali DelVerde
Zucchine romanesche
Sgombro Delicius
Olive nere
Olio
Peperoncino
Aglio
Sale e pepe







A META' DEL LAVORO ...
Tagliate le zucchine a rondelle non troppo doppie; in una padella mettete a soffriggere con l'olio, uno spicchio d'aglio e del peperoncino. Versate le zucchine, insieme alle olive nere denocciolate e ai filetti di sgombro. Se i filetti sono al naturale scolateli altrimenti per il soffritto usate direttamente l'olio dello sgombro che è più saporito. Salate e pepate. Nel frattempo cuocete la pasta, ottima quella integrale che si abbina benissimo con sapori di mare. Se vi piace un condimento più corposo potete aggiungere un pò di concentrato di pomodoro. Scolate la pasta conservando un pò di acqua della cottura. Ripassatela in padella con il condimento, aggiustate con un'ultima spolverata di pepe e buon appetito.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Cercate di mantenere una cottura al dente sia per il condimento sia per la pasta.

Monday, February 10, 2014

DANUBIO PROVOLA E MORTADELLA

Se riuscissimo, seguendo le indicazioni di Chiara [Santa Chiara], a mettere in discussione il principio che l'amore dia diritto al possesso dell'altro, sarebbe già una bellissima conquista... (Cit. Dacia Maraini)

Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Dacia Maraini sulla storia di Santa Chiara. Un libro veramente affascinante: non una vera e propria biografia della Santa ma una ricerca sulla vita sconosciuta di una donna, Monna Chiara, martire per la povertà. Oggi, non facciamo altro che osannare il dio denaro, tutto quello che possediamo e quello che possiamo ottenere con il "soldo"; ma in verità viviamo un'esistenza da "poveri di spirito". Certo, Santa Chiara mendicava per ottenere un tozzo di pane secco, ora - come dice un mio collega - "A fede semo scarsi ma a magnà nun ce batte nessuno".

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

700g farina manitoba Molino Rosignoli
70g burro
1 panetto di lievito di birra
175 ml latte
175ml acqua
35g zucchero
8g sale
250g provola affumicata
250g mortadella in fette






A META' DEL LAVORO ...
Partiamo dal lievito: fate intiepidire mezzo bicchiere di acqua (da prelevare dai 175ml previsti) - senza farla bollire! - e scioglieteci lo zucchero ed il lievito. Lasciate riposare in modo che il lievito si attivi; nel frattempo disponete sul vostro tavolo da lavoro la farina, fate il classico buco al centro ed aggiungete i tocchetti di burro che dovrà essere morbido, a temperatura ambiente. Cominciate ad impastare, aggiungete il sale e piano piano anche l'acqua ed il latte, tiepido anch'esso. Lavorate fin quando l'impasto non risulterà molto elastico. Se avete difficoltà nell'assemblare gli ingredienti e l'impasto vi sembra secco aggiungete un pò di olio evo. Riponete in una ciotola infarinata e spolverate con altrettanta farina la superfice dell'impasto, coprite con pellicola e strofinacci (se vi ricordate - nel periodo invernale - fate riscaldare gli strofinacci prima sul termosifone); lasciate riposare in forno con la luce accesa per due ore. Trascorso il tempo necessario, preparate una teglia a cerniera - anche se la forma tradizionale del Danubio è tonda vi consiglio qualcosa di più grande, con questo impasto otterrete una trentina di panini - ed imburratela. Ogni panetto dovrà pesare circa 40gr, la cottura dovrà essere rigorosamente la stessa per tutti; quindi, senza reimpastare, pesate di volta in volta la quantità giusta di pasta. Allargate la pallina nel palmo della mano, riempitela con mortadella e provolone a cubetti; richiudetela su se stessa pizzicando la pasta per sigillarla. Adagiate nella teglia il panino con la chiusura verso il basso. Fate attenzione a distanziare le palline tra loro perchè dovrete far lievitare per un'altra ora i panini che si gonfieranno ulteriormente e si uniranno tra loro. Per la seconda lievitazione ripetete lo stesso procedimento: coprite con panni caldi e riponete nel forno con la luce accesa. Trascorse altre due ore spennellate i panini con del latte e spargete semini a piacere. In forno a 180° per circa 30 minuti.


CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
La farina manitoba è ideale per la produzione di prodotti da forno e pasticceria a lunga lievitazione. Può essere utilizzata anche per rinforzare in modo naturale farine più deboli evitando l’utilizzo di additivi e migliorandone anche il gusto. Ovviamente questo impasto è adatto per qualsiasi tipo di ripieno. Per quanto riguarda l'impasto, più lo lavorate e più la pasta incamera aria (quando sentirete scoppiettare l'impasto è buon segno!). Mi spiace per le foto, non rappresentano un Danubio tradizionale ma gli ospiti non avevano intenzione di aspettare che i panini freddassero...

Tuesday, February 4, 2014

FALAFEL profumatissimi!

Una bella contrattura al collo era quello che ci voleva! Ovviamente, queste cose accadono nei momenti meno opportuni e quando meno te lo aspetti. Giro la testa per attraversare la strada e zac un dolore si propaga istantaneo dall'orecchio alla spalla. Un dolore che già conoscevo, purtroppo. Il fastidio di rimanere bloccati è quello che mi innervosisce di più, debilitata per una settimana sempre quando ci sono mille cose da fare, ma che - come vuole il caso - farò ugualmente dato che non possono essere rinviate. Questo tempo, umido e noioso mi sta veramente scocciando e i miei muscoli lo dimostrano parlando nella loro lingua: l'alfabeto dei crampi e delle contratture!! Mangiamoci su...
I falafel sono polpettine di ceci fritte, perfette per un aperitivo. Di origine mediorientale, sostituiscono la carne nei giorni di digiuno per i copti egiziani. La ricetta tradizionale prevede come ingrediente principale la fava, ma i più comuni sono quelli di ceci da servire con hummus, o con una crema più leggera a base di yogurt e thaina. Rigorosamente da mangiare calde...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

250g ceci secchi Ecor
1 spicchio d'aglio
mezza cipolla bianca
1 cucchiaino e mezzo di cumino
1 cucchiaino erba cipollina
1 pizzico di curry
Prezzemolo
1/2 cucchiaino di bicarbonato
Sale e Pepe
2 pugni di farina
Olio di arachidi




A META' DEL LAVORO ...
Mettete in ammollo i ceci per almeno 24 ore (io solitamente li lascio 48 ore fin quando non si forma una schiumetta in superficie). Una volta pronti, scolate bene i ceci e con uno strofinaccio asciugarli il più possibile. Ora versate in un frullatore (non usare il frullatore ad immersione) i ceci, il cumino, la cipolla, la testa d'aglio, l'erba cipollina ed il prezzemolo. Frullate il tutto ma senza esagerare, il composto non dovrà essere una crema; dipenderà anche dal vostro gusto: a me piace lasciare il composto leggermente granuloso, in questo modo la polpetta risulterà più friabile e non troppo compatta. Una volta frullato il tutto, versate in un recipiente, aggiungete il bicarbonato, sale, pepe e curry. Lasciate riposare un'ora in frigo. Trascorso il tempo necessario, prima di formare le polpette, è sempre meglio aggiungere un pò di farina così da compattare gli ingredienti e non rischiare poi che le polpette si rompino durante la frittura. Riscaldate bene l'olio di arachidi; fiamma bassa e cuocete finchè l'esterno non sarà ben dorato.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
L'impasto è molto speziato, ma ovviamente ogniuno dosa le spezie a proprio piacere (è per questo motivo che non ho MAI assaggiato falafel uguali). C'è da dire però che la spezia "regina", senza la quale non si può parlare di falafel, è il cumino. Per chi non ama il prezzemolo può sostituirlo con la barbetta del finocchio, o con le foglie di sedano. Create delle polpette belle tonde senza schiacciarle troppo, altrimenti in cottura l'interno si seccherà quando invece la polpetta dovrà risultare molto croccante fuori ed umida al suo interno. I falafel si possono tranquillamente congelare e cuocere all'occorrenza senza doverli prima togliere dal freezer.

Sunday, February 2, 2014

CIAMBELLINE AL VIN COTTO

Finalmente dopo un'ardua, scoraggiante ricera ho trovato palestra e corso giusto. Mai avuti dubbi nello scegliere dove allenarmi ma ora mi sono resa conto che il problema sono tutti questi pseudo allenamenti che si stanno moltiplicando di giorno in giorno promettendo miracoli! La Zumba: a me personalmente non piace e non credo sia un magico divertimento per chi si annoia ad andare in palestra. Forse sono io che ho trovato l'insegnante sbagliata, ma mi è sembrata una lezione dove non si fa altro che sculettare, fare qualche saltello a ritmo di musica caraibica, od orientale. Quello che non capisco è perché presentano la Zumba come un'attività talmente dinamica da farti perdere peso senza che tu te ne accorga. Non è vero... O meglio, se la tua insegnante oltre a fare quelle brevi coreografie controllasse anche i tuoi addominali posso credere che lo scopo sia quello di eliminare i chili di troppo, ma ho i miei dubbi. Comunque non fa al caso mio...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
100ml vin cotto
100ml di olio di semi
300gr farina 00
100gr zucchero
1/2 cucchiaino di lievito
Un pizzico di cannella
2 cucchiai di sambuca









A META' DEL LAVORO ...
Mischiate vin cotto, olio e sambuca; unite lo zucchero. Setacciate a parte farina, lievito e cannella. Unite i liquidi al mix di farina. Impastate, formate un panetto e riporre in frigo per minimo un'ora. Formate le ciambelline e spolverate con zucchero semolato. In forno per circa 15 minuti a 180°.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Conservate le ciambelline in un contenitore ermetico. La sambuca tende a confondersi, ovviamente predomina il sapore del vin cotto, regolatevi assaggiando l'impasto prima di riporlo in frigo. Il sapore ricorda quello dei più famosi Mostaccioli.