Monday, June 17, 2013

TORTA MARGHERITA ALLE CILIEGIE

La vita è veramente una corsa contro il tempo: più cerchi di organizzare le tue giornate, più capisci che non va sempre come previsto. Perchè dico questo? Sono molto emotiva e per controllare la mia ansia e la mia sensibilità - che spesso vuole esibirsi nei momenti meno opportuni - cerco sempre di ponderare bene quello che faccio. Ma bastano cose improvvise - questa volta è stata una lettera inaspettata - che il mondo inizia a girare al contrario e si rivoluzionano i piani, oltre che i pensieri. Pur trattandosi di una cosa per tutti chiaramente positiva, in me ha scatenato un sentimento indefinito: un mix di gioia, paura e rabbia dovuta alla reazione emotiva. Controllarla? Certo che si può, basta trattenersi. Ci sono comunque due controindicazioni: la forte emicrania - perchè divento una sorta di pentola a pressione che non sfiata - ed ovviamente l'accumulo di lacrime, come una bottiglia di spumante "shakerato" pronto ad esplodere. Rendo l'idea?

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

200g burro
200g zucchero
4 uova
Buccia di limone
250g farina 00
1 cucchiaino di lievito
3 cucchiai di latte
250g ciliegie fresche
250g ciliegie sciroppate M. Prunotto
Zucchero a velo





A META' DEL LAVORO ...
Montare a lungo il burro con lo zucchero. Aggiungere i tuorli e la buccia grattuggiata di un limone. Setacciare la farina con il lievito ed aggiungerla al burro, versare lentamente il latte e lavorare l'impasto per 10/15 minuti. Nel frattempo montare gli albumi a neve ferma e per ultimo aggiungerli all'impasto con movimenti delicati dal basso verso l'alto per non far smontare il tutto. Versare metà impasto in una tortiera di 24 cm, disporre ordinatamente le ciliegie fresche - denocciolate ed infarinate prima - e quelle sciroppate, tamponate bene dal loro sciroppo. (Io ho usato le ciliegie ma potete scegliere la frutta che preferite, o semplicemente prepararla senza l'aggiunta di frutta come si fa comunemente). Ricoprite con il resto dell'impasto. In forno a 180° per 30/40 minuti. Ma fare sempre la prova stecchino!


CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Presso molte famiglie c'era il rito dello scambio della torta margherita che avveniva in particolari occasioni: visite di cortesia, fidanzamenti, feste sociali. Gli ospiti portavano il loro dolce per riceverne in cambio un'altro dai padroni di casa. La finalità del gesto era collegata al reciproco elogiare la sincerità di sentimenti e le virtù possedute. Suggerimenti: un altro trucchetto per evitare che le ciliegie si depositino sul fondo è usare lo zucchero a velo invece che la farina. Questa torta è adatta anche per essere ricoperta di pasta di zucchero.

Con questa ricetta partecipo al contest "I Love Red Fruit"

Tuesday, June 11, 2013

UN CONDIMENTO VERSATILE

Condimenti, condimenti... Qual'è il miglior modo per dar sfogo alla creatività, ai sapori più improbabili che possono rivelarsi vincenti e perchè no... afrodisiaci. Ecco, voglio stuzzicare la vostra curiosità: questo condimento può abbinarsi alla perfezione sia alla pasta, sia al cous cous - come ho fatto io - sia come contorno da mangiare singolarmente. E' un'armonia di sapori mediterranei dal retrogusto orientale. Le mie amiche si sono innamorate di questa esplosione di odori appena entrate in casa! Le quantità proposte sono sufficenti per tre porzioni.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

10 pomodori secchi
2 zucchine
2 carote
Anacardi q.b.
1 rapa bianca
Cipolla q.b.
2 cucchiai olio di arachidi
1/2 cucchiai salsa di soia
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di garam masala





A META' DEL LAVORO ...
Fate soffriggere la cipolla in due cucchiai abbondanti di olio di arachidi (in alternativa va bene quello di semi). Nel frattempo mettete a bagno i pomodorini secchi (nei mercati si trovano anche quelli già ammorbiditi nell'olio). Mettete in padella tutte le verdure tagliate, chiudete un pò con il coperchi. Fate insaporire bene, condite con le spezie e sfumate con la salsa di soia. Et Voilà!

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Curiosità: non tutti sanno che il curry non è una singola spezia ma una miscela di spezie costituita principalmente da curcuma, zenzero, cumino, pepe, cardamomo, peperoncino. In alcuni paesi occidentali il termine curry è usato per indicare una paticolare preparazione. Il curry rosso viene utilizzato nella cucina Thai per dare più corpo e robustezza alla pietanza. Miscela mediamente piccante, composta da paprika, curcuma, coriandolo, senape, fieno greco, sale, peperoncino e aglio. Il curry verde , invece, è realizzato sulla base di una ricetta molto diffusa tra i cuochi della zona di Bangkok. Poco piccante, è molto indicato per piatti di verdure e pesce. E' composto da coriandolo verde, curcuma, prezzemolo, zenzero, aglio, zucchero integrale, kummel, fieno greco, pepe, aneto, peperoncino verde e cipolla.

Tuesday, June 4, 2013

CROSTATA AGRUMATA - Bio in Love...

Le preparazioni con prodotti naturali, di casa tua sono imbattibili. Questa crostata profuma di buono proprio perchè tutti hanno un pò contribuito alla sua realizzazione: le uova direttamente dal pollaio della mia coinquilina, la farina macinata dalla vicina pugliese, la marmellata rigorosamente biologica ed il resto sempre cercando di rispettare la salute e gli alimenti a km zero. Questo è possibile anche in una città come Roma, basta un pò di impegno. Troppe persone ormai popolano i bachi dei surgelati, abbindolati da tutte quelle buste colorate, gonfiate di aria e di chimici. Troppe persone se la prendono con il tempo, "mi manca il tempo", ma per me è un scusa bella e buona. Ho 28 anni e sin da piccola mi hanno insegnato a mangiar bene, a prendermi cura della mia alimentazione: non compro mai sughi pronti, minestroni in busta e tutto quel cibo "infiocchettato" dalle multinazionali, cibo che profuma di soldi oltre che di plastrica... I costi, anche questa è una scusa - bhe forse qui posso anche starci - più che scusa è un'alternativa che solo pochi prendono in considerazione. Non sempre biologico vuol dire costoso, è ovvio che se devo sfamare una famiglia di cinque persone non comprerò mai la pasta di mais o la farina di kamut, ma ogni tanto l'eccezione si può fare, almeno per coccolare se stessi! Già la città, con tutte le sue controindicazioni, ci fa abbastanza male; cerchiamo di non recarci ulteriori danni in maniera gratuita...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

230g farina 00
150g burro
25g cacao amaro
50g zucchero a velo
50g zucchero mascobado
2 tuorli
1 barattolo marmellata di limoni Rigoni di Asiago
3 frollini al limone
1 punta di bicarbonato





A META' DEL LAVORO ...
Come ha detto una chef durante un mini corso per fare la frolla: "Mia nonna non aveva né tempo, né i mezzi per setacciare gli ingredienti, sminuzzarli e rifinirli. Una frolla deve essere lavorata con amore, basta poco". Detto questo detto tutto, l'unica accortezza - almeno secondo il mio modesto parere - è unire e lavorare gli ingredienti in rigorosa successione: versate prima la farina insieme al pizzico di bicarbonato, poi direttamente sopra il cacao, create uno spazio centrale ed aggiungere zucchero a velo, zucchero mascobado ed il burro morbido. Lavorate velocemente gli ingredienti centrali, quindi burro e zucchero. Unite i tuorli e continuate ad impastare fino ad ottenere una crema omogenea. A questo punto includete nell'impasto anche farina e cacao. Una volta ottenuta una pasta liscia, appiattitela tra due fogli di carta forno e fatela riposare dieci minuti in frigo. Trascorso il tempo necessario rivestite il vostro stampo ricordandovi di conservate un pò di impasto da sbriciolare sulla superfice della crostata. Bucherellate la frolla prima di versare il contenuto di un intero barattolo di marmellata; rifinite sbriciolando la frolla e i biscotti al limone. In forno a 180°, per 30/35 minuti.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: ovviamente potete usare qualsiasi tipo di biscotto, soprattutto se avete qualche avanzo da far sparire. Se vi siete dimenticati di lasciare il burro fuori dal frigo c'è un piccolo trucchetto che vi farà risparmiare tempo: grattuggiatelo, o ricavate delle striscioline sottili con un pelapatate!!


Con questa ricetta partecipo al contest "Le ricette regionali reinterpretate"

Thursday, May 30, 2013

TORTA "sciroccata" PERE E CIOCCOLATO

Ho chiamato questa torta "sciroccata" per tre motivi: il gioco di parole che potete dedurre facilmente - sciroccata e sciroppata - secondo motivo lo scirocco che c'è fuori - un vento insostenibile - terzo dalla definizione di sciroccato - atteggiamento simile alla confusione o allo stordimento - potete già immaginare l'effetto che vi pervaderà dopo aver mangiato una fetta di questa torta!! Insomma, cucinare, ascoltare musica, ballare e mangiare... è trascorsa così una mattinata di vento, pioggia torrenziale e freddo che non ricordano nemmeno vagamente l'estate. Oggi niente lavoro, in compenso sabato - che ormai non catalogo più come week end - mi vedrà in ufficio. Così ho deciso di dedicare la giornata alle mie passioni: una ovviamente la conoscete bene, la cucina; l'altra è un passatempo che mi fa guadagnare qualche spicciolo in più, la grafica. Ho un pò di cosucce arretrate che attendono l'ispirazione giusta e cosa c'è di meglio di una giornata che ti costringe a stare a casa ed una fetta di torta al cioccolato?! Il lato negativo di questo clima è che non posso uscire con la mia bici nuova per smaltire la fetta di torta!!!

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

270g uova intere (5 uova)
50g tuorli (1-2 uova)
250g zucchero
35g miele
300g farina 00
60g cacao amaro
80g burro
1/2 bicchiere di latte
1 bustina lievito
3 pere abate
pere sciroppate
zucchero a velo



A META' DEL LAVORO ...
Il procedimento è il semplice: tagliate subito le pere abate a dadini. Montate le uova con lo zucchero ed il miele. Aggiungete la farina setacciata insieme al cacao poca alla volta. Il composto sarà un pò difficile da lavorare, aiutatevi con il burro fuso ed il latte. Aggiungete per ultimo il lievito e le pere a dadini. Versate il composto in uno stampo a cerniera. Decorate adagiando le pere sciroppate sulla superfice. In forno a 180° per un'ora.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Fate molta attenzione quando decorate con le pere sciroppate: sgocciolatele bene e tamponatele il più possibile con della carta altrimenti la pasta intorno alla frutta sciroppata avrà un tempo di cottura diverso!!

Friday, May 24, 2013

PLUM CAKE DOLCE della mamma

Io odio il vento! Ok, parliamo dei miei capelli: nasco nel 1985 con dei capelli indomabili per quanto erano lisci... all'età di 15 anni permangono indomabili per quanto erano ricci...oggi, 28 anni, l'unica definizione vicina a descrivere la loro "corporeità" è entità autonoma indefinita: tendenti al liscio, mossi, ogni tanto crespi... Mi rendo conto che questo è un blog di cucina, ma come ho detto nel post precedente per me è anche un "confessionale". Quindi mi affido a voi. Tante conoscono rimedi vari per governare i capelli, soprattutto quelli che tendono a fare un pò come gli pare! Cosa mi consigliate??? Nel frattempo godiamoci un bel Plum cake per l'ora del tè ^_^

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

250g farina 00
100g zucchero
2 uova
150g canditi
1 bustina lievito
50g uvetta
50g datteri (facoltativi)
1 bicchiere di latte
100g burro
Pangrattato





A META' DEL LAVORO ...
Mettere l'uvetta e i datteri spezzettati a bagno in acqua tiepida. Montare i tuorli con lo zucchero finché non diventano spumosi. Unite poco alla volta la farina setacciata; quando l'impasto diventerà troppo denso diluitelo con il latte. Continuate ad impastare, aggiungendo anche il burro fuso, finché non esaurite tutta la farina. Delicatamente aggiungete il lievito setacciato. Per ultima cosa strizzate e tamponate l'uvetta e i datteri, mischiateli ai canditi e passate il tutto nella farina: questo eviterà di farli depositare sul fondo. Imburrate uno stampo rettangolare da Plum Cake, spolverizzatelo di pangrattato, versatevi il composto e fate cuocere per circa un'ora a 180°.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: per chi soffre di intolleranze ai latticini, può sostituire il bicchiere di latte con la stessa acqua usata per ammorbidire l'uvetta e i datteri, così sarà anche più aromatica; e ovviamente sostituire il burro con la margarina. Io ho provato entrambe le soluzioni e sono ottime.

Tuesday, May 21, 2013

RISO ALLA CANTONESE profumo d'Oriente

Quali sono gli argomenti più "stuzzichevoli" per un blog? Ci sono più scuole di pensiero: quelli che pretendono di fare scuola organizzando vere e proprie lezioni su "cosa scrivere se sei una blogger" - e con questa definizione io sinceramente mi sentirei un pò offesa - e c'è chi invece non spende nemmeno due minuti del suo prezioso tempo per formulare una frase di senso compiuto. Bene, dove sta l'errore; o meglio, esiste veramente una "blog scrittura"? Tutto ciò mi sembra una forzatura. Penso che il nocciolo della questione sia aver ben chiara la filosofia che si sceglie per il proprio blog e che bisogna portare avanti fino alla fine! Personalmente - non sono una cuoca, né una scrittrice - preferisco far vivere questo spazio come una semplice finestra sulla vita "reale" - quella che non si può nascondete dietro lo schermo del mondo 2.0 - quella piena di problemi, quella dove un giorno ti gira bene, il giorno dopo basta un pò di pioggia per impostarti in modalità "mi chiudo in casa, non voglio vedere nessuno". Il pericolo infatti è proprio questo: nascondersi e navigare in qualche "mondo parallelo", come può essere quello di fornelli e ricette. Essere se stessi, è quello l'importante...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

6 cucchiai di riso basmati
150g prosciutto cotto a dadini
150g piselli
2 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai olio di semi
2 uova
Curry








A META' DEL LAVORO ...
Il riso basmati per molti è un tasto dolente. Vediamo un pò come IO sono solita cucinarlo: sciacquare bene il riso più volte fin quando l'acqua non risulterà limpida (aiutatevi posizionando una ciotolina sotto il colino che contiene il riso). In questo modo eliminerete l'amido in eccesso e la cottura sarà più semplice e veloce. Lasciate a bagno il riso per circa 10 minuti, ma il tempo di ammollo dipenderà molto dal tipo di basmati scelto (questo passaggio è facoltativo). Calcolate che una tazza di riso corrisponde ad una tazza d'acqua; mettete quindi a cuocere con un cucchiaio d'olio. Il tempo di cottura potrà variare, generalmente dai 5 ai 10 minuti. Il trucco sta anche nell'evitare di aggiungere altra acqua durante la cottura.
Nel frattempo prepariamo il condimento: lessate i piselli e tagliate il prosciutto a dadini. In una padella capiente - la più adatta sarebbe una Wok, che non ho mai capito se è maschile o femminile! - versate due cucchiai di olio di semi fate riscaldare e versate le due uova sbattute, lasciate compattare la frittatina per pochi secondi e poi iniziate a frantumarla. Aggiungete poi i piselli ed il prosciutto, fate saltare a fiamma vivace. Ora versate i due cucchiai di salsa di soia, mischiate bene ed infine aggiungete il riso, il tempo di amalgamare il tutto. Terminate con una spolverata di Curry.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: io aggiungo nell'acqua di cottura dei piselli un cucchiaino di Curcuma per dargli un tocco in più. Attenzione quando aggiungete le uova sbattute, se le mischiate troppo presto e troppo energicamente si spappoleranno e diventeranno impercettibili in tutto il resto del condimento. Come avrete notato non ho salato né l'acqua del riso, né l'acqua dei piselli perchè la salsa di soia è solitamente molto molto saporita; assaggiatela prima di iniziare a preparare il piatto. Non fate scuocere il riso proprio all'ultimo; spegnete il fuoco prima di mischiarlo al condimento. Vi consiglio di dare un'occhiata a questa pagina del blog La mia cucina indiana, che spiega perfettamente i vari modi di cucinare il riso basmati.

Tuesday, May 14, 2013

TORTA "CAMILLA" ALLE CAROTE

Oggi sono un pò demoralizzata: vorrei fare delle foto migliori, non parlo tanto della risoluzione, ma del background. Vedo che molti "apparecchiano" un vero e proprio set, ma il mio problema è che non sono fornita di piatti, piattini, tazzine sfiziose! Ora sono andati via anche i signori che vendevano tutto a 50 centesimi proprio sotto casa... c'è crisi nera, mi hanno detto che l'affitto del locale da 7 mila euro era aumentato a 13 mila! Pazzesco. Tornando a noi, mi spiace proprio non rendere giustizia ai miei piatti! Ulteriore problema è la luce: o scatto a mezzogiorno, o a casa mia non si vede più un tubo - figuriamoci in inverno - e questo è un bel guaio. Le foto "food" sono molto più belle se scattate in "daylight", al naturale; potrei comprarmi un quarzo ma se faccio altri acquisti c'è rischio che la mia camera si ribelli!! Tutto questo per scusarmi delle foto... ma garantisco che la torta è veramente speciale e molto leggera, senza burro, né olio o latte!

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

300g carote
5/6 uova
250g zucchero
300g farina di mandorle
180g farina 00
Mezzo limone
1 bustina di lievito








A META' DEL LAVORO ...
Cominciate grattugiando le carote. Montate i tuorli con lo zucchero; quando il composto sarà chiaro e spumoso aggiungete le carote e la farina di mandorle. Mischiate bene controllando che la farina di mandorle non faccia grumi. Setacciate la farina 00 con il lievito ed aggiungetela all'impasto. Aggiungete il succo di mezzo limone. Ora montate a neve gli albumi e con una spatola incorporateli al resto degli ingredienti; ricordate di procedere con movimenti delicati, dal basso verso l'alto per non smontare gli albumi. Infornate a 180° per 25/30 minuti.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: per quanto riguarda la quantità di uova dipende dalla loro grandezza. Io ne ho usate 5 di quelle medie. La mia passione per le torte alla carota non si esaurisce qui, ne ho in cantiere altre! Nel frattempo vi ricordo due ricette postate in precedenza - sempre a base di carota - per rinfrescarvi la memoria ed farvi scegliere tra più versioni: MUFFIN ARANCIA, CAROTE &... TAHINA!! e FIOR DI CAROTA.

Thursday, May 9, 2013

MIGLIACCIO NAPOLETANO - radici di un popolo affamato

Per raccontare le origini di questo dolce tutto italiano - che ritroviamo in varie regioni - ci vorrebbe un giorno intero, o grande capacità riassuntiva. Da dove posso iniziare: il nome Migliaccio è facilmente riconducibile alla parola miglio, la cui farina era un tempo usata per numerose preparazioni di dolci "poveri". Cugino del più conosciuto "Sanguinaccio": una preparazione a base di sangue di maiale tipica del periodo invernale, precisamente durante Giovedì Grasso; nel "Paese di Cuccagna" Matilde Serao descrive l'impegno che il popolo metteva per preparare “la enorme quantità di sanguinaccio rustico e sanguinaccio dolce, sanguinaccio nel budello bigio e sanguinaccio nel piatto, tutto cosparso di pezzettini gialli di Pan di Spagna: il sangue di maiale, cioè, unito al cioccolatte, al pistacchio, alla vaniglia, al cedro, alla cannella e presentato in una forma umile e leggiadra, dove la sua grassa brutalità era scomparsa”. Nei ricettari toscani ed emiliani del 18.mo secolo anche il Migliaccio era una specie di torta fatta di sangue di maiale impastato con del miglio brillato, ovviamente, le reazioni del clero e della borghesia non potevano che essere di assoluto disprezzo e dissenzo, e nessuno poteva mai pensare che questo "intruglio" era invece un'ancora di salvezza per un popolo affamato. Questo è solo l'inizio. Per scoprire come il nostro territorio ha reinterpretato la ricetta del Migliaccio - ma anche per approfondire una storia che denuncia la rovina materiale e morale della società napoletana (vedi libro) - vi rimando a due siti interessantissimi: da Angie Cafiero troverete tantissime rivisitazioni di questo dolce, anche in versione salata; su Il Meridiano potrete leggere "Le storie del carnevale napoletano".

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!
200g semolino Molino Chiavazza
500ml latte
150ml acqua
1 noce di burro
200g zucchero
350g ricotta di pecora
2 uova
2 bustine di vanillina
Buccia di limone
Scorza di arancia candita Toschi
2 cucchiai di limoncello (in alternativa liquore "Strega")
Cioccolato fondente (per decorare, facoltativo)


A META' DEL LAVORO ...
Aggiungiamo al latte la buccia del limone, l'acqua e la noce di burro, portiamo ad ebollizione. Raggiunta la temperatura, abbassiamo la fiamma al minimo, togliamo la scorza del limone e versiamo a pioggia, molto lentamente, il semolino mischiando con cura per evitare grumi. Lasciamo freddare. Nel frattempo sbattiamo leggermente le uova con lo zucchero, la vanillina, il limoncello ed infine la ricotta, amalgamando il tutto con cura schiacciando la ricotta con una forchetta. Uniamo poco alla volta il semolino all'impasto di ricotta. Usiamo le mani per togliere i grumi di semolino che rimangono nell'impasto. Aggiungete la scorza di arancia candita a pezzetti. Versate l'impasto in formine o in una teglia tonda (io ho usato contenitori di silicone) inburrate ed infornate a 180° per un'ora.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
In rete si trovano molte ricette e generalmente la differenza lampante sta nella quantità di uova usate. Il semolino andrebbe preparato all'interno di una pentola di rame o di acciaio. In alcune zone della Campania, questo dolce è chiamato anche “sfogliata”, perché l'impasto è, in realtà, una versione più povera del ripieno della sfogliatella napoletana; in questo caso troverete un involucro di pasta frolla e dentro la crema di ricotta e semolino. Potete anche aggiungere uva passa e sostituire il Limoncello con lo Zibibbo, o il Rhum.




Con questa ricetta partecipo al contest "Quick & easy"









Un bel film per stasera? CINERICETTE

Saturday, May 4, 2013

FRESH FRUIT MUFFIN e un tocco di cioccolato fondente!

Sabato mattina... è arrivato il caldo e questo vuol dire che è arrivato il momento di frullati e centrifughe! Una bella carica di vitamine e sali minerali con un sano energy drink a km zero: frutta e verdura sono una mano santa per mettere in moto il fisico. Solitamente ne preparo uno la mattina o prima di andare in palestra; preferisco usare l'acqua al posto del latte perchè è più leggero. Immancabile il dolcetto di accompagnamento, questa volta a base di frutta fresca...

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

2 banane mature
1 mela renetta
200 gr di farina 00
50g farina di riso
125 gr di zucchero di canna
175 ml di latte (anche di soia)
80 gr di margarina
1 uovo
1 bustina di lievito

PER LA COPERTURA
Budino al cioccolato S.Martino
Zeste di arancia (o pistacchio)


A META' DEL LAVORO ...
Tagliamo ed uniamo banane, mela, zucchero, uovo e latte, e frulliamo! Cerco sempre di non ridurre tutto in una crema densa ma lascio qualche pezzettino di frutta intero. Travasiamo il nostro frullato in una ciotola capiente. Versiamo nel composto liquido anche la margarina fusa. Setacciamo le farine insieme al lievito ed iniziamo ad aggiungere poco alla volta gli ingredienti secchi al frullato. Molto velocemente versiamo l'impasto - che tende subito a gonfiare - nelle formine per muffin (ricordate che se usate quelle in silicone non c'è bisogno di imburrarle e di infarinarle). Inforniamo a 180° per 15 minuti circa. Il tempo di cottura dipenderà molto dalla corposità dell'impasto, fate sempre la prova stecchino.
Per la copertura ho usato un budino già pronto ma vi suggerisco anche una copertura alternativa, continuate a leggere... Quando i muffin si saranno raffreddati, con un spatola ricopriteli con la copertura di cioccolato fondente. Spolverizzate con zeste di arancia o polvere di pistacchio.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: In alternativa al budino potete fondere a bagnomaria del cioccolato fondente. Una volta pronto strizzate ed aggiungete un foglio di colla di pesce che avrete prima messo a mollo in acqua fredda per pochi minuti. Mescolate energicamente ed usate la crema per ricoprire i vostri muffin. Questa ricetta può essere realizzata anche con altri tipi di frutta: pera - banana, kiwi - mela, mango - albicocche, ma usate sempre frutta di stagione ^_^

Wednesday, April 24, 2013

TORTA PAESANA LOMBARDA

La torta paesana, o "torta di pane", è un dolce di orgine lombarda. Una ricetta di estrazione molto povera che serviva per riutilizzare pane secco, biscotti vecchi e le solite briciole che si accumulano sempre sul fondo delle biscottiere. Io gioco in casa: la mia nonna è di origini campane ma ha vissuto per lungo tempo a Monza - dove è nata anche la mia mamma - quindi ha avuto tempo per imparare i segreti di questa splendida torta, che ora le pasticcerie vendono a peso d'oro!

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA ...!

1lt latte
75g burro
100g uvetta
50g cedro candito
50g cacao amaro
200g amaretti
150g biscotti secchi
70/80g pane raffermo
300g zucchero
3 uova
1 tazzina caffè amaro
Pangrattato q.b.
Pinoli per decorare


A META' DEL LAVORO ...
Suggerisco, prima di procedere con la preparazione della torta, di munirvi di guanti usa e getta.
Sbriciolate in una ciotola capiente il pane raffermo. Riscaldate il latte e non appena inizia il bollore toglietelo dal fuoco, e versatelo sul pane. Lasciatelo macerare cinque minuti e nel frattempo mettete in ammollo l’uvetta in acqua calda. Subito dopo, spezzettate prima gli amaretti, poi i biscotti secchi e versateli nel latte. Cominciate a schiacciare con le mani questo composto caldo in modo da far sciogliere quasi completamente tutti i pezzetti rimasti. Aggiungere ora zucchero, burro, cacao amaro e la tazzina di caffè amaro. Continuate a mescolare e lasciate freddare. Quando il composto non sarà più bollente, subito prima di informare, aggiungete anche l’uvetta strizzata, il cedro candito e le tre uova sbattute. Usate uno stampo a cerniera da 24cm, anche se già antiaderente imburratelo e foderate con uno strato di pangrattato. Infornate a 190° per un'ora. Decorate con pinoli.

CI SI DIVERTE MANGIANDO ...
Suggerimenti: non usate il mixer per spezzettare biscotti e pane perchè non è necessario polverizzarli. Per quanto riguarda il pane: quello più indicato sarebbe un pane al latte. Sconsiglio quello casereccio, ma se non avete alternativa ricordate di togliere la crosta e di farlo spugnare bene nel latte bollente. Io trovo perfetto il pane di Ferrara, si sbriciola benissimo e non si deve scartare nulla. La torta risulterà molto umida e morbida, quindi in questo caso la prova stecchino non funziona!! Sfornate non appena la superficie risulterà opaca. Lasciate raffreddare completamente prima di aprire lo stampo a cerniera.